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Uno sguardo storico
post pubblicato in diario, il 6 maggio 2011


Tra i grandi pensatori del Settecento italiano spicca, certamente, Giambattista Vico, primo filosofo dell'Età Moderna a porre al centro delle discipline umane la Storia. In particolare, la sua convinzione era che la Storia, intesa nel senso di "successione di eventi", fosse scandita, nel proprio cammino, da un'alternanza di "corsi e ricorsi": in altre parole, egli riteneva che tutta la storia dell'umanità fosse stata dettata da periodi di balzi in avanti e altri di regressi.

Ora, io personalmente non condivido questa impostazione in quanto ritengo la Storia essere un cammino lineare, tendenzialmente evolutivo, come se fosse una scala a salire. In questo cammino, però, ritengo ci siano dei "ricorsi" storici che tornano, ma non nell'accezione vichiana del termine. Cioè non condivido l'idea che esistano epoche o periodi storici di natura involutiva per l'umanità. Piuttosto, sono convinto che ogni tanto si ripresentino annate particolarmente significative, di quelle che, per chi studia la Storia, meritano attenzione in maniera individuale rispetto al decennio o al secolo in cui sono pescate.
Per chiarezza, di riffa o di raffa, tutti sanno che il 1848 fu un anno di grandi sconvolgimenti nell'Europa post-mapoleonica e post-restaurazione, non fosse altro che per il modo di dire per cui "se succede un 48" significa che ci sono dei "casini", per dirla poco elegantemente.

Tutto questo per dire come, a mio avviso, il 2011 sia uno di quegli anni che, chi verrà dopo di noi, studierà come anno in sè significativo, come anno memorabile tra quelli di inizio secolo.
Non siamo nemmeno a metà di quest'annata degli Anni Dieci, ma già abbiamo sufficienti elementi per dire che questo è un anno che passerà alla storia, quella che si studia, e rimarrà a lungo.
Sicuramente per essere l'anno in cui diversi paesi del Mondo Arabo hanno riscoperto o stanno riscoprendo la loro voglia di indipendenza rispetto ai regimi da cui sono governati, come una sorta di primavera collettiva di quel mondo.Poi, passerà alla storia anche per essere l'anno in cui è stato catturato e ucciso il capo di Al-Qaeda, il mandante e ideologo della strage di inizio secolo, quella dell'11 settembre. Insomma, sarà ricordato come un anno di nuova "primavera dei popolie dell'umanità", così come lo è stato, oltre 20 anni fa, il 1989, anno della grande primavera di rinascita dell'Europa centrale e orientale.
Per noi che lo viviamo in prima persona è sicuramente difficile da percepire come un anno epocale, ma è indubbio che questa sia la giusta lettura per un'annata tanto pregna di eventi significativi già da subito.

Credo, personalmente, che la Storia sia fondamentalmente tutta costellata di annate particolarmente significative in sè e, dunque, degne della memoria dei posteri. Non mi appartiene una lettura, di stampo vichiano, della Storia analizzata per epoche o periodi: esistono anni singoli, determinanti già in sè per l'epoca in cui sono. Alcuni di questi anni emergono e sono uguali ad altri che li hanno preceduti, sia per importanza positiva che negativa: così per questo 2011 come per il 1989. Questa chiave di lettura, totalmente personale, è di stampo "globale" nel senso che credo abbia valore per la Storia umana in genere. Ma è certamente riportabile su una scala minore quale quella italiana, oppure quella europea; forse, vale anche sulla storia di una Fede religiosa.
Si può non essere d'accordo, ma a me piace pensarla così.

Buona fine e buon principio!
post pubblicato in diario, il 30 dicembre 2010


E' abitudine consolidata e logica che alla fine di un anno si faccia qualche bilancio e, soprattutto, si mettano in cantiere aspettative e progetti per quello incipiente.
Non mi sottrarrò a questo esercizio.

Diciamo che in generale si respira un'aria tesa, pesante, direi "armata". Leggere i titoli dei giornali sul web, seguire, pur da lontano, le faccende di casa nostra induce un certo senso di difficoltà, di inquietudine, di smarrimento serpeggianti nel Paese, in lungo e in largo.
Sarà perchè le proiezioni sul 2011 sono da più parti pronunciate con connotazioni allarmanti e preoccupate (le varie stime di politica produttiva ed economica non sembrano sprizzare ottimismo..). Sarà perchè a prendere di petto queste stime dovrebbe essere un Governo che, ad oggi, ha ufficialmente una maggioranza di soli 3 voti. Sarà perchè si fa fatica ad avvertire quel cambiamento di cui tutti avvertono la necessità e nessuno avverte la presenza.

Vado per episodi.
Notizia di ieri: Tiziana Ferrario, noto volto del TG1 delle 20, è stata re-integrata con sentenza del Tribunale al suo legittimo posto di lavoro.
(http://www.repubblica.it/politica/2010/12/30/news/parla_ferrario-10699482/?ref=HREC1-11)
Ciononostante il Direttore Scodinzolini pare si ostini a non volerla e a difendere la propria scelta di silurare quanti hanno osato contraddire i suoi diktat editoriali (come la Ferrario, anche la Busi, Di Giannantonio e altri), bollando la propria come una scelta ascrivibile all'autonomia del Direttore. Più che di autonomia editoriale, io parlerei di imposizione di pensiero. 
Libertà di opinione? O Veline del Duce?
[dovuto aggiornamento del 31dic: http://www.repubblica.it/politica/2010/12/31/news/tg1_lettera_ferrario-10735154/?ref=HREC1-3 - giusto per completezza rispetto ad una vicenda che lascia molto amaro in bocca- per poco che valga, esprimo da queste righe solidarietà a Tiziana Ferrario, vittima, a mio modo di vedere, di un sistema governocentrico e ottuso - con l'auspicio di rivederla in video, ma da sedi migliori]

Notizia di oggi: "serenata molesta" dei giovani pdl-ini pugliesi sotto la finestra del dormiente Presidente Vendola.
(http://bari.repubblica.it/cronaca/2010/12/30/news/raid_nella_notte_a_casa_di_vendola_identificato_gruppo_di_giovani_del_pdl-10707891/?ref=HRER2-1)
Evitando di sprecare parole per le esternazioni eternamente inqualificabili del Sen. Gasparri (se qualcuno sapesse di quale prestigio erano rivestiti gli antichi senatori romani!!!), credo che un episodio di tale portata, pur nella sua violenza non espressamente fisica (non è come la statuetta del Duomo di un anno fa), sia emblematico di un clima in crescente esasperazione giorno dopo giorno. Non ci vuole un genio della sociologia per capire che questi fenomeni, indipendentemente dalle vittime, siano espressione di un malessere generale che, volente o nolente, la situazione politica attuale alimenta quotidianamente. E non ha senso distinguere destra e sinistra: c'è tensione, e tanto basta.

Parlando di economia amminsitrativa: uno studio del PD, a firma del Sen. Marco Stradiotto, mostra chiaramente quali prospettive si aprano di fronte a quello che, a detta dei suoi artefici, dovrebbe essere l'antidoto di tutti i mali, il Federalismo Fiscale. Per la Lega, infatti, sembra una sorta di parola magica, di pozione ai mali dell'economia italiana. Invece, a ben vedere, è solo un'ulteriore botta alle già sanguinanti Tesorerie degli Enti Locali. Perchè la combine tra questo artificio politico e l'interpretazione italica del Patto di Stabilità sta ammazzando le contabilità nelle Pubbliche Amministrazioni, sia piccole sia grandi. Lo studio del PD (http://beta.partitodemocratico.it/doc/201397/federalismo-fiscale-studio-pd-taglier--445-milioni-ai-comuni.htm) dimostra proprio l'insensatezza e la sostanziale assurdità di questa manovra: le due città più bisognose di aiuto, di sussidiarietà (termine ormai desueto del vocabolario italiano, o almeno di quello politico italiano) - vale a dire L'Aquila e Napoli - sono anche le due che più risentiranno degli effetti di tale manovra.
Di fronte a questa prospettiva, dovremmo credere ancora a un Governo che promette la pulizia delle strade entro domani a mezzanotte (http://www.unita.it/italia/la-promessa-napoli-senza-rifiuti-per-il-31-1.263361)? O che parla de L'Aquila come della città miracolata?

Parlando di prospettive politiche sul 2011: l'instabilità governativa, cui ho fatto solo un rapido cenno prima, è sicuramente fonte di tante preoccupazioni. Suggerisco di leggersi l'intervento di qualche giorno fa di David Sassoli su Europa (http://beta.partitodemocratico.it/doc/201382/insieme-contro-la-spallata-populista.htm), per capire cosa ci si prospetta politicamente parlando. Un anno difficile.
Difficile, lo dico senza problemi, anche limitando la visuale al solo Partito Democratico. Ho letto pochi minuti fa un flash di un'intervista del Segretario Bersani che valuta il 2010 del PD con un 6- in quanto a coesione interna. E' evidente che qualche problema ci sia! Non vederli è un inutile nascondere la testa sotto la sabbia... Da ultima la lettera dei prodiani tra cui, ahimè, la conterranea Sen. Soliani: personalmente, uno smacco politico che arrivi un così forte distinguo politico proprio dalle persone politiche vicine all'ex premier, notoriamente vittime dei bersagliatori interni (basta ormai parlare di Unione, per farsi intendere al volo)...


Vogliamo cercare uno spiraglio di luce per il 2011?
Allora, punto il faro sull'evento con cui inizierà il prossimo anno e con la figura politica ad oggi più autorevole ed ascoltata. Il prossimo 7gennaio, nel giorno del 214° compleanno del nostro Tricolore, il Presidente Napolitano inaugurerà l'anno del 150° dell'Unità nazionale a Reggio Emilia, patria, appunto, del Vessillo italiano. Ecco, mi aspetto di scorgere in quell'evento (che, ahimè, seguirò solo in differita a migliaia di km di distanza) l'inizio di un nuovo anno, con un nuovo clima, con un ritrovato spirito nazionale, con una nuova cooperazione politica e una ritrovata solidarietà sociale, sotto l'egida dell'amato Presidente Napolitano.

Buon 2011!
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