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Il senso dello Stato
post pubblicato in diario, il 30 gennaio 2012


Dal mio punto di vista, la giornata politica di ierisi può ricostruire attorno a due persone, accomunate da un altissimo"senso dello Stato" e, ma questo è certamente più casuale, dallanomina a Ministro dell'Interno. Parlo del compianto Presidente della RepubblicaOscar Luigi Scalfaro e dell'attuale Ministro Annamaria Cancellieri.

 

Del Presidente Scalfaro so, ahimè, dire pochissimo.Ricordo che fu il Presidente negli anni in cui iniziavo la mia carrierascolastica e, molto più tardi, fu un inquilino del Quirinale assai discusso. Direcente ricordo molto bene e con grande affetto la sua battaglia a difesa dellaCostituzione nella campagna referendaria del 2006 - peraltro, vinta con oltreil 60% dei consensi -  la recente intervista concessa nell'ambito delFestival del Diritto di Piacenza al suo Presidente Stefano Rodotà. In entrambii casi, emerge alla mia memoria, come dicevo, un altissimo "senso delloStato", derivante evidentemente da un sentimento di radicale e profondoattaccamento alla Carta Costituzionale che egli stesso avevo contribuito ascrivere: come un autore difenderebbe allo strenuo i propri libri, così lui hafatto con la Carta fondamentale dello Stato Italiano alla cui stesura preseparte come Padre Costituente. In quell'intervista, come ebbi modo di rilevarenei giorni in cui fu pubblicata, avvertii davvero la profondità morale di unuomo che, provato sì dall'anzianità, ma ancora profondamente lucido econsapevole, teneva ben dritta la barra sul suo settennato ricusando fermamentei dubbi interpretativi che qualcuno si ostinava (e si ostina tutt'oggi suiquotidiani) a sollevare. Capii che quell'uomo aveva con la Costituzione unrapporto talmente viscerale, da ritenersi inoppugnabile in qualunque momentoperché tutto nei suoi atti formali derivava da quella Carta.

 

Quanto al Ministro Cancellieri, l'intervista concessaieri alla trasmissione "Che tempo che fa" di Fabio Fazio è stataricca di passaggi delicati, ma al tempo stesso "ferrei". Ho colto inquesta donna una autentica lungimiranza tecnico-politico e una serietà diimpostazione e di mentalità che, francamente, non immaginavo avesse, o meglionon così tanto. E credo che l'apice dell'intervista sia stato nell'ultimadomanda quando, a Fazio che le chiedeva un giudizio di metodo e di merito sulripiegamento indotto dalla Digos di un Tricolore a Milano durante il comizioleghista di domenica scorsa, il Ministro, senza esprimersi nel merito pernon-conoscenza del dettaglio di quella situazione, ha affermato che"ripiegare o togliere un Tricolore è sempre un brutto gesto".Addirittura, ha integrato dicendo che "per la bandiera si combatte".

 

Insomma, in questo momento di ricostruzione del Paesecredo che tutti dovremmo ritrovare il Senso dello Stato, della Nazione unita(quella che abbiamo appena celebrato), prendendo ad esempio modelli come questedue persone, il cui senso di Servizio alla Patria è, a mio dire, illuminante eammirevole. Certamente non sono gli unici, ma sono due ottimi punti dipartenza.

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