.
Annunci online

Buona notte Italia
post pubblicato in diario, il 13 novembre 2011


La buonanotte di stasera ha un sapore tutto particolare. Un sapore dolce e amaro, felice e preoccupato. Insomma, un sapore pieno di contraddizioni.
Si è chiusa con stasera la saga del "satrapo d'Italia", come lo ha definito un amico di militanza. E, citando il titolo di apertura del Manifesto, non ci mancherà affatto.
Certo, ne sentiremo la presenza ancora a lungo, quantomeno per tutto il tempo in cui la rinascita dell'Italia dovrà fare i conti con l'enorme lascito di macerie fisiche e morali lasciatoci. 
Ma, almeno stasera, lo spirito di festa è d'obbligo. Ben vengano, dunque, il concerto di Hallelujah sotto il Quirinale, i cori e gli striscioni nelle piazze e tutto il giubilo che sta riempiendo le città. (Non mi esprimo in alcun modo sul lancio di monetine ... ). E non ce ne voglia Silvio, ma "sic transit gloria mundi".
Da domani riprenderemo a meditare sulle sciagure cui dobbiamo porre rimedio con un lavoro arduo e moralmente pesante. 
Chiudo con una citazione che mi permetto di trarre dal post di qualche ora fa di Andrea Sarubbi:«festeggiamo pure come se fosse Capodanno: ogni anno nuovo porta in sé legittime speranze, e tra poco andremo tutti a letto sognando di lasciare ai nostri figli un’Italia migliore di quella che Berlusconi ci ha lasciato stasera. Speriamo di non svegliarci troppo presto, però.»
Buonanotte Italia! 

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. berlusconi dimissioni buonanotte sarubbi

permalink | inviato da MarcoBorciani il 13/11/2011 alle 1:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Ora tocca a noi
post pubblicato in diario, il 9 novembre 2011


Lo scenario che si è aperto con la salita al Colle di ieri sera del premier è solo apparentemente esaltante. Dietro si cela qualcosa di terribilmente drammatico: basti vedere l'andamento dei mercati finanziari odierni (Piazza Affari chiude a -3,78% e lo spread ha raggiunto quota 570 e chiuso a 552). La nota politica emanata dal Quirinale, poi, evidenzia una preoccupazione fortissima del Presidente Napolitano. Di fronte a questo, pullulano le dichiarazioni di intenti del centrosinistra e i desiderata del centrodestra.

E ora? Che ne sarà del nostro Paese?
Non è dato sapersi, ma ciò che è auspicabile e, in qualche modo conveniente, è che le responsabilità, oneri e non onori a ben vedere, vengano affidate a forze politiche differenti da quelle che finora hanno dominato l'(in)attività politica. Lo dico non perché speri personalmente in un "ribaltone" per mano della Presidenza della Repubblica, ma perché ritengo evidente l'assoluta incompetenza e inaffidabilità di quanti in questi mesi hanno tergiversato lungamente senza indurre i necessari cambiamenti del sistema. Dunque, non più ruoli di governo all'attuale schieramento di (ex)maggioranza, ma a una serie di personalità politiche e tecniche che diano un fortissimo impulso alla ripresa e, ancor più, alla credibilità di cui il nostro Paese ha bisogno.
In questo scenario è indiscutibile la partecipazione delle forze d'opposizione e, come ha detto senza mezzi termini il Segretario Bersani e come ha giustamente ripreso anche Casini, è indispensabile che su tutte sia coinvolto il Partito Democratico, in qualità di primo partito del Paese.

A fronte di ciò, però, è fondamentale una "riflessione interna".
O meglio: è importantissimo che il PD per primo si impegni sia sul fronte dell'amministrazione dello Stato, ma soprattutto ad intraprendere quella campagna elettorale prospettata nella nota del Quirinale e che, a ben vedere, sarà tanto aspra quanto temporalmente contenuta.
Si è aperta, dunque, una fase transitoria durante la quale il PD deve svelare la propria identità di forza di governo, elaborando una strategia per amministrare il Paese e portarlo fuori dal precipizio in cui ci ha precipitato Berlusconi con tutto il suo entourage. 
Insomma, tocca a noi Democratici prenderci sulle spalle le responsabilità di Ricostruire il Paese: lo dobbiamo, lo possiamo e lo vogliamo fare. 
Tocca a noi essere il traino della ripartenza; tocca a noi ridare vigore alla produttività italiana (sia industriale che intellettuale); tocca a noi riaccendere il motore del Paese. Tocca a noi, come ha detto Bersani sabato a Roma, ridare Fiducia all'Italia. Tocca a noi, sempre citando Bersani, ristabilire la Verità delle cose, quale che essa sia. Tocca a noi Ricostruire l'Italia migliore. Tocca a noi tutto questo per noi e per l'Italia.
Le rovine di Roma
post pubblicato in diario, il 11 gennaio 2011


L'azzeramento della Giunta Alemanno è un ennesimo segnale della difficoltà delle forze politiche di centro-destra ad amministrare. Certo questa valutazione non può essere presa in senso assoluto, anzi!, esistono certamente virtuose Amministrazioni facenti riferimento all'attuale maggioranza politica, ma in questi ultimi tempi i segnali sono ben altri...

Non avendo un osservatorio "specializzato" sulla realtà romana, non sono certo in grado di sbilanciarmi su valutazione della efficienza o meno di quella Giunta. Però credo che un atto tanto forte sia significativo di una situazione disastrata/disastrosa, e senza possibilità di dubbio.

Gli spunti di analisi, a mio avviso, sono diversi, pur tutti tra loro consonanti.

Il primo che mi verrebbe da fare riguarda la scelta del totale azzeramento: in una Giunta che abbia delle difficoltà, porre rimedio è un atto di onestà intellettuale, in quanto dimostra la capacità di analizzare oggettivamente la carenza della squadra di governo dell'Ente. Quello che fa la differenza è il modo di correggere.
Il Sindaco, o comunque il Presidente della Giunta (regionale, provinciale...) può decidere di cambiare solo i componenti inefficienti/discutibili o rimuovere tutto il gruppo. Questo secondo caso, però, dimostra una inadeguatezza totale della squadra, tradisce una scelta totalmente sbagliata dei propri collaboratori: ciò è molto più radicale di un avvicendamento singolo o parziale. Il senso è che il gruppo formato (ben attenti che una Giunta è fatta di nominati per fiducia, non di eletti dal corpo elettorale) è inadeguato o incapace rispetto al compito affidatogli.
Dunque, che Alemanno abbia azzerato la sua Giunta significa che ha ritenuto i suoi totalmente non all'altezza dell'amministrazione della Capitale!

A stretto giro, punterei l'attenzione sul fatto che questa manovra possa risolversi in un sostanziale rimpasto di Giunta, in stile Prima Repubblica: pare, infatti, che la prossima Giunta romana sia composta da un certo numero di riconfermati, ma spostati su altre poltrone (http://www.unita.it/italia/giunta-di-roma-ecco-le-poltrone-che-saltano-1.265141).
Questo potrebbe spiegare il senso dell'azzeramento, della ridistribuzione delle deleghe, ma lascia trasparire in lontananza anche una connotazione politica molto pesante.
E' fatto risaputo che ogni Sindaco o Presidente, all'atto della nomina della sua squadra, decida di affidare determinate deleghe alle persone più capaci e ai partiti più significativi. Mi spiego meglio: che un determinato assessorato sia affidato a una persona di un certo peso nell'opinione pubblica o a un partito di un certo spessore in quel territorio è cosa tanto consueta quanto logica.
Ecco, dunque, il senso politico di questa manovra.
La voce, poi, secondo cui Bertolaso potrebbe diventare il nuovo vice (non so quanto vera e quanto gossippara), pare una dimostrazione della politicizzazione di questo azzeramento. Oltre che un riciclaggio di una persona allo stato attuale non con incarichi ufficiali, le cui capacità sono state ampiamente dimostrate in precedenza (scandali esclusi).

Un altro spunto deriva dal fatto che questo atto sia stato preceduto e seguito da consultazioni del Sindaco con i capigruppo alla Camera e al Senato. Ora, è vero che il governo della Capitale ha una valenza politica molto forte, ma è evidente che questi due atti abbiano avuto un'influenza molto pesante sulla manovra nel suo complesso.
Sarebbe più normale che il Sindaco considerasse sue interfacce i responsabili politici locali, romani e laziali, nel disporre delle nomine e delle deleghe della sua Giunta: è più inconsueto, secondo me, che si rapporti direttamente ai capigruppo parlamentari che, teoricamente, avrebbero ben altre cose di cui occuparsi.

C'è un aspetto sottile, o forse sarebbe meglio definirlo pungente.
Da qualche tempo la Giunta Alemanno era al centro delle cronache giudiziarie e non solo, per una serie di nomine parentali in cariche abbastanza importanti in città.
Mi verrebbe da chiedere se questo azzeramento, certamente connesso al tutto, non sia da vedere come una palese ammissione di colpevolezza. In tal caso, forse, sarebbe stato meglio dire apertamente in che termini stanno le cose e denunciare apertamente le proprie misfatte. E allora sì che avrebbe avuto un senso anche il presentare le proprie dimissioni, in toto.

Per altre considerazioni, rimando direttamente alle opinioni espresse da vari esponenti del PD (http://beta.partitodemocratico.it/doc/201799/roma-citt-sparita.htm ).
Mi permetto, tra queste, di sottolineare l'interrogativo posto dal Commissario laziale del partito, Vannino Chiti: con quali criteri Alemanno aveva nominato i suoi collaboratori?


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. alemanno roma giunta dimissioni

permalink | inviato da MarcoBorciani il 11/1/2011 alle 19:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
E tre.....
post pubblicato in diario, il 15 luglio 2010


Trovo che la copertina de L'Unità di oggi sia di una espressività strepitosa!
L'idea di un Governo che cade come cadono i birilli è semplicemente fantastica!
Capiamoci, è fantastica l'immagine, non certamente il fatto....

Anzi, è drammatico!
Bene ha illustrato, in merito, la Presidente dei Senatori PD Finocchiaro la situazione oggi, in chiusura della dichiarazione di voto contro la manovra economica. se devo guardare a questa manovra in questo contesto nel quale in due mesi due Ministri e un Sottosegretario di questo Governo sono stati davanti all'Italia costretti alle dimissioni per la vergogna, io le dico che, se non ci fosse da piangere, sarebbe davvero grottesco e ridicolo.
La situazione è penosa!

Stiamo assistendo a una rovinosa caduta, ad uno spettacolo triste, tristissimo!

Varie cose dovrebbero farci riflettere: la coerenza politica e morale dei finiani, il loro potere internamente al partito (che tutto sommato è un vantaggio per il Paese), la poca onorabilità di certe persone in ruoli istituzionali anche importanti (quali ad esempio la titolarità di un Ministero, quale che sia), la dubbia correttezza istituzionale di persone di primo piano nella politica italiana (come certi coordinatori di partito)....
Ma su tutte, una a me balza all'occhio.
Ed è l'ennesima dimostrazione di codardia del premier: ancora una volta, di fronte alla "intimidazione" di una sfiducia, decide di costringere alle dimissioni la persona al centro del ciclone.
Ora, di per sè l'atto ha posto la parola "fine" allo scempio di un Sottosegretario di dubbia moralità, e per questo c'è motivo di soddisfazione.
Ma fa rabbia  vedere come, pur di non scollare le proprie chiappe dalla poltrona che gli spetta, sia disposto a imporre a sè e ad altri una volontà che non c'è. E' più importante tenere stretta la poltrona con un atto di forza, piuttosto che cedere clamorosamente di fronte ad un atto di democrazia.
Perchè il motivo, a mio modo di vedere, per cui Cosentino si è dimesso è che il premier (o Cesare) non ha voluto dimostrarsi meno forte del gruppo potentissimo dei finiani, ad oggi l'unica porzione ragionevole e democratica che esista nella destra italiana.
L'orgoglio contro Fini e la passione per la comodità di una poltrona....
Nè più nè meno.

Certo, è una spropositata stupidata quanto avrebbe scritto oggi Feltri sul suo "giornale", cioè che stiamo assistendo ad un'operazione di pulizia dei "panni sporchi".... Se così fosse, dovremmo assistere in poche ore allo smantellamento di molti incarichi istituzionali.... Eppure non è così.

PS: A proposito di FInocchiaro, esulando completamente dall'intervento fin qui redatto, voglio esprimere autentica soddisfazione per l'intervento in Aula oggi: è un itnervento all'altezza di un partito con buone idee e grandi valori. Finalmente qualcuno che pensa ai giovani, che dimostra la perfetta insufficienza delle azioni governative agli occhi della società del domani! Grazie!

Sfoglia ottobre        dicembre
calendario
adv