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Pensieri ad personam
post pubblicato in diario, il 15 febbraio 2012


Alcuni sassolini dalle scarpe che vorrei togliermi.

Innanzitutto, mi tolgo la coppia di sassolini Cancellieri-Fornero. Perché, anche se l'ultimo mio post elogiava quel profondo "senso dello Stato" di cui l'intervista rilasciata dal Ministro dell'Interno a Fazio trasudava, l'uscita successiva mi ha alquanto infastidito. 
Partirei col dire che io condivido l'idea che ha il Governo di intraprendere un percorso di profonda riforma del mercato del lavoro, sia in chiave occupazionale che in chiave economico-produttiva. Lo condivido perché ritengo che in e con questo Governo ci siano i presupposti concreti per poterlo fare, scevri di qualunque condizionamento politico ideologico.
Ciò che, invece, non capisco è l'insieme delle sparate che i vari Ministri fanno nel merito di questa materia, prima fra tutte la Ministra Fornero. Possibile mai che non si colga la delicatezza del tema e, dunque, la necessità di centellinare ogni eventuale dichiarazione? In Italia, forse anche più che altrove, il mercato del lavoro è connotato da tutta una serie di peculiarità e anomalie che, ancorché siano da rimuovere per il bene comune, vanno affrontate con una sensibilità che, ahime, la Ministro non sembra avere.
Idem dicasi per la Ministro Cancellieri alla quale è "sfuggita" l'invettiva contro i mammoni o ex-bamboccioni. Che nelle intenzioni, almeno, ci fossero temi importanti sottesi non lo dubito, ma di certo una dichiarazione del genere risulta fuori luogo agli occhi di tutti. Perché nella famiglia italiana media, la vicinanza tra lavoro e casa dei genitori implica un'assistenza che, altrimenti, non ci potrebbe essere: parlo di tutte quelle coppie giovani con prole che, laddove gli asili non ci siano o  non abbiano orari di apertura "consoni", si trovano a dover chiedere assistenza ai nonni per l'accudimento dei figli, per non pagare una baby-sitter o simili. In tutto questo, dunque, i temi che si intrecciano sono quelli dell'età pensionabile delle donne-mamme e dei nonni, dell'apertura di nuovi servizi per l'infanzia, della flessibilità di orari di lavoro .... Insomma, ben più del mammismo degli scapoloni impenitenti!

Altro sassolino da togliere è per il Ministro Riccardi, ma più che un sassolino è una nota di merito. L'intervista concessa a Fabio Fazio lo scorso sabato ha rivelato, a mio dire, la statura morale di un professionista di livello sui temi che, meritoriamente, gli sono stati affidati al Ministero. Esagererò forse, ma ho avuto l'impressione che quell'uomo abbia la stoffa di un "gigante" dei nostri tempi, della "perla rara", evangelicamente parlando.

Un sassolino che è quasi un macigno, invece, lo riservo alla Senatrice Pinotti. Prescindendo dalla stima personale nei suoi confronti, ritengo che l'esito delle Primarie genovesi le abbia dato profondamente  torto nella sua scelta di candidarsi: l'elettorato democratico non l'ha né capito né accettato. Anzi, l'ha punito. La spaccatura tra le due candidate ha alla base una rivalità politica di antica data, come ha apertamente dichiarato in un'intervista la stessa Pinotti. 
Il problema che la Pinotti non ha colto, e come lei tanti altri in molti ring di Primarie di partito/coalizione, è che all'elettore medio delle rivalità politiche antiche, non importa nulla di nulla! Anzi! Le evita, le combatte e le punisce! Il caso di Genova è, ai miei occhi che non conosco il background democratico genovese, fortemente indicativo di questo "voto di protesta".
Quello che fa male in questa tornata democratica non è tanto la vittoria di Doria (che se avesse gli stessi connotati di quella di Pisapia, credo chiunque se ne farebbe una ragione ben presto), ma la sconfitta delle candidate PD. E nemmeno per il peso politico che il PD può o deve avere nel Paese, ma per come questo sottenda un'errata gestione dei rapporti interpersonali e, più ampiamente, correntizi: a questo punto, le dimissioni del Segretario provinciale e di quello regionale costituiscono un primo ineludibile passo per l'apprendimento della lezione.
Ancora due note in merito. La prima sugli sfoghi del Sindaco Vincenzi su Twitter: vagamente eccessivi, ma pienamente condivisibili. Il senso di abbandono politico che ne traspare, temo sia un dato assolutamente reale. La seconda nota sulle regole del gioco: l'affaire Genova non deve in alcun modo inficiare l'istituto democratico e politico delle Primarie! Il PD non incappi in questo errore storico! Le Primarie devono rimanere un caposaldo nell'agire politico del PD, in qualunque contesto! E forse, nemmeno i regolamenti vanno cambiati: il caso Genova insegna che non è un problema di regole, ma di rapporti umani (almeno dal mio punto di vista) e di quella orrenda moda primorepubblicana che sono le correnti. Questo sì un problema da risolvere.
Cambiare obiettivo
post pubblicato in diario, il 26 febbraio 2011


Durante il dibattito di questa mattina a Omnibus (su La7), il candidato Sindaco (Primarie permettendo) per la città di Torino Piero Fassino, ha ribadito una cosa fondamentale che, a mio parere, tutta l'opposizione, PD in testa, dovrebbe rimarcare quotidianamente. Precisamente, ha rimarcato come, ancora una volta, l'Italia si stia concentrando a parlare delle beghe personali del premier, trascurando tutti i veri problemi del nostro Paese, come pure tutti quelli del mondo intorno a noi, partendo dai nostri dirimpettai mediterranei.
Da mesi ormai (anche se, non molto a torto, di Pietro dice che sono 17 anni che va avanti così), il dibattito politico italiano è concentrato su finti problemi, su finte preoccupazioni che, a detta dell'attuale maggioranza, assillano il Paese. L'Italia che si affaccia sugli anni Dieci è, volenti o nolenti, un Paese drammaticamente segnato dalla crisi economica internazionale che perdura dal 2008, un Paese amaramente inchiodato al proprio passato e senza, pertanto, prospettive reali e concrete sul futuro (dove futuro è indice di cresscita economica delle imprese, è speranza di vita e di famiglia per le giovani generazioni, è tasso di natalità non-negativo...). A fronte di questi reali problemi, l'Italia politica di cosa parla? Di festini privati del premier e dei suoi correi compagni di partito, di processi per corruzione a carico del premier e dei suoi correi compagni di partito, di scandali edilizi (e non solo) che coinvolgono il premier e i suoi correi compagni di partito ...
 

E dei giovani che non trovano lavoro? E della Cultura che è diventato qualcosa "con cui non si mangia" (ipse dixit Tremonti)? E dell'ambiente che è parte integrante e fondante del nostro immenso patrimonio culturale e storico? E delle famiglie che iniziano ad essere tali sempre più tardi e con sempre più assillanti problemi (mutui, figli cui non si sa come garantire un futuro...)? E dei pensionati che non sanno come campare con qualche centinaio di € al mese? E dei lavoratori che in numero sempre maggiore perdono le proprie certezze lavorative? E delle imprese, piccole soprattutto, che sempre più spesso falliscono o vengono divorate dalle macro-imprese? E degli insegnanti che più passa il tempo più rischiano di diventare una categoria sociale di soli eroi? Di tutto questo chi è che parla? Drammaticamente e amaramente nessuno!

Ecco perchè l'Italia rischia di diventare sempre più lo zimbello della comunità itnernazionale, contrariamente a quanto asseriscono i nostri responsabili di governo. Non siamo un Paese stimato, o almeno non fintanto che si parla e si sparla di festini e di donnicciole e di vecchi bavosi che non sanno darsi un contegno.

Alle opposizioni tutte, in particolare al mio partito, il PD, chiedo di urlare, di imprecare, di sfogare rabbiosamente il proprio dissenso da questa politica del "panem et circenses" che andava bene, e nemmeno tanto, nell'Antica Roma, ma non può andare bene nel XXI secolo.
A tutte le forze sociali, del mondo imprenditoriale e sindacale, del mondo cattolico e di altre religioni, del mondo culturale e di quello sportivo, mi sentirei di chiedere che riportino con forza e con voce unanime l'attenzione sui problemi di noi cittadini reali. Perchè a noi del bunga-bunga di Berlusconi non ce ne frega proprio nulla! (fatta salva, ovviamente, la questione morale della rispettabilità e dell'onorabilità di chi ci governa e ci rappresenta sulla scena internazionale e, dunque, non può essere alla pari del Pierino delle barzellette).

Derive xenofobe
post pubblicato in diario, il 12 gennaio 2010


"Bisogna ripartire dal significato della persona. Un immigrato è un essere umano, differente per provenienza, cultura e tradizioni, ma è una persona da rispettare e con diritti e
doveri, in particolare nell'ambito del lavoro dove è più facile la tentazione dello sfruttamento, ma anche nell'ambito delle condizioni concrete di vita".


Credo che queste parole di Benedetto XVI all'Angelus di ieri, siano quantomeno esplicite sulla follia abominevole di Rosarno!
Ok, qualcuno dirà che la reazione di ribellione degli immigrati sia ingiustificabile, incivile, inaccettabile...
Ma nessuno, ribadisco nessuno, può permettersi di essere tanto abominevole!
Questa è una vera "cacciata delle streghe"!

In tutto questo, mi viene da pensare una cosa.
Ma quando cominceremo a capire che, al di là del rispetto cristiano verso l'altro, la forza lavoro che gli immigrati portano nel nostro Paese è sempre più indispensabile? Ma capiremo mai che certi mestieri sono sempre più appannaggio loro? E questo non perchè loro siano più bravi nel svolgerli di noi, ma perchè noi stiamo di ventando sempre più spocchiosi e supponenti, che certe cose sono troppo di basso livello per noi: infermieri, badanti, raccoglitori stagionali di verdura e frutta varia... Ormai sono professioni che noi non facciamo più perchè non le vogliamo fare...
E allora vogliamo portare rispetto a queste persone che le svolgono per noi? Riusciremo mai a essere abbastanza "umani"?
Un tg ieri sottolineava che, appunto, ora nessuno raccoglie più i mandarini a Rosarno e che, dunque, cadono a terra maturi/marci. Ma che strano, eh?

PS: Giusto perchè l'educazione delle generazioni future è un bene preziosissimo, da non sprecare; giusto perchè educare significa crescere gli uomini di domani perchè imparino il bene dall'oggi e conoscano ciò che dell'oggi non va imitato...Giusto per questo, il Ministro dell'Istruzione propone il tetto per gli immigrati nelle classi....
Ora, sono abbastanza consapevole che la presenza di immigrati, ancor più se non parlano affatto la lingua, sia un freno all'avanzamento dei programmi scolastici (un male assoluto nella scuola italiana), ma l'integrazione e l'accoglienza sono valori imprescindibili nel mondo odierno. Nessuno può pensare di trincerarsi per difendersi: si è solo più vulnerabili!!!
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