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Proud to be a democrat
post pubblicato in diario, il 11 novembre 2012





Che il fatto della settimana sia stato la rielezione di Barack Obama alla Presidenza degli USA credo sia un dato certo e condiviso. Al risveglio di mercoledì mattina, apprendere la riconferma del Presidente Democratico è stato un brivido ulteriore, per certi versi pari a quello di quattro anni fa al momento dell'elezione. A questo, poi, aggiungerei la bellezza del discorso del vincitore (http://www.partitodemocratico.it/doc/245940/discorso-pronunciato-al-mccormick-center-di-chicago-da-barack-obama.htm).
Un discorso caricato, forse anche un po' artificiosamente, di speranze e di nuove sfide: nelle parole del ri-eletto Presidente si percepivano non solo la giusta soddisfazione, ma anche un grande senso di responsabilità e di determinazione a continuare nel solco già tracciato.

Come ha sottolineato anche Andrea Sarubbi in un suo post (http://www.andreasarubbi.it/?p=8205), c'è un aspetto che più di tutti valorizza quel discorso: è il profondo senso di comunità e, al tempo stesso, di famiglia con cui Obama ha deciso di rivolgersi all'America da vincitore della sfida elettorale e da Presidente confermato.
In questo senso di comunità, di società, di gruppo sta, a mio modesto parere, proprio il concetto chiave dell'essere Democratico. Partecipare alla Politica attiva di un paese o del Paese ha proprio questa valenza di Servizio alla Comunità, qualunque ne sia la scala (locale, nazionale o sovranazionale).
Qui sta per me il senso ultimo della mia esperienza politica precedente (da Segretario di Circolo e da Assessore), associata ad una convinta adesione al Partito Democratico e al suo progetto di governo, sia locale che nazionale. Accettare una sfida di Amministrazione della Comunità è stato un mettermi al Servizio della comunità stessa - ancorché senza risultati particolarmente eclatanti o ottimali.

Non me ne voglia il succitato Sarubbi e quanti come lui ne condividono la scelta per le prossime Primarie, ma in continuità con quanto appena detto, la mia scelta sul candidato da sostenere nella corsa per la candidatura a Presidente del Consiglio nel 2013 è caduta su Pierluigi Bersani.
A scanso di equivoci, non sto dicendo che se avessi scelto di sostenere Matteo Renzi avrei, per così dire, "tradito" quel dualismo Politica-Servizio in cui credo profondamente: non dubito affatto che chi (e sono tanti gli amici e i compagni di tante esperienze politiche precedenti) abbia scelto il Sindaco di Firenze, possa essere animato da quel medesimo senso del servire.
Ma scegliere Bersani ha, per me, una particolarissima connotazione di collegialitàpopolarità (ben diversa da populismo, sia ben chiaro!), società. Questo non tanto a livello programmatico - anche perché, in tutta onestà non credo che la base programmatica di due candidati provenienti da uno stesso partito possa contenere progetti tanto discrepanti - quanto, piuttosto, a livello di visione d'insieme.
In Bersani scorgo la medesima attenzione alle radici e alla comunità locale come agli orizzonti e alla comunità europea. Da un lato la campagna elettorale che inizia nella natia Bettola (PC), muovendo dal distributore "di famiglia", dall'altro il dialogo aperto sul fronte internazionale coi leader progressisti europei per costruire insieme una piattaforma programmatica su scala europea. Nell'uno e nell'altro caso, dunque, stanno la comunità e i suoi legami: tradizionali e famigliari, come futuri ed europei.

Vorrei, poi, aggiungere una considerazione ulteriore a tutto ciò, considerazione che conferma sia la mia profonda adesione al Partito Democratico e ai suoi modelli di governo, che alla candidatura di Pierluigi Bersani.
Se mi soffermo, a titolo di esempio, su quanto accaduto negli ultimi mesi nell'Emilia tra Modena, Reggio e Ferrara - mi riferisco al dramma del terremoto, con tutto ciò che ne è conseguito - credo ci siano riconferme e motivi di orgoglio rispetto a tutto quanto scritto poco fa. Mi riferisco non solo alla reazione forte e determinata della popolazione (emblema di una risolutezza caratteriale e "imprenditoriale" di cui siamo capaci noi emiliani), quanto, piuttosto, alla esemplare gestione dell'emergenza di cui gli amministratori locali di questi territori hanno dato prova, dal Commissario straordinario e Presidente della Regione Errani a ciascuno dei Sindaci delle comunità colpite. Questo è un modello di amministrazione e di governo locale di altissimo profilo, autentica espressione, a mio modo di vedere, del portato valoriale del Partito Democratico, una forza di governo capace di profonda abnegazione per la sua gente (intesa non come iscritti, ma come comunità amministrate). Ebbene, se questo è un modello di buona amministrazione, e se questo modello è espressione, politicamente parlando, del Partito Democratico, allora il mio apprezzamento per quel modello non può che essere apprezzamento anche per il Partito Democratico e per il suo Segretario.

Ci tengo, però, a chiudere questo intervento, con una valutazione che è per me una convinzione autentica: le Primarie che stiamo preparando sono una sfida per individuare il candidato del centrosinistra alle Politiche del 2013, dunque, non Primarie congressuali per definire il modello di partito o di segreteria che vorremmo. Quindi, non solo credo sarebbe opportuno tenere toni e profili meno aspri, ma mi piacerebbe che non si scadesse mai troppo in personalismi stupidi e arroganti, lesivi soprattutto dell'unità del nostro partito. E ancora, spero di tutto cuore, che quanti usciranno sconfitti dalle urne del 25 novembre, sappiano in tutta onestà rimanere fedeli al progetto politico che questo centrosinistra saprà costruire per il bene del Paese: perché è esattamente questo il punto di vista da tenere in tutta questa corsa e, ancor più, dopo quella domenica.
Pensieri ad personam
post pubblicato in diario, il 15 febbraio 2012


Alcuni sassolini dalle scarpe che vorrei togliermi.

Innanzitutto, mi tolgo la coppia di sassolini Cancellieri-Fornero. Perché, anche se l'ultimo mio post elogiava quel profondo "senso dello Stato" di cui l'intervista rilasciata dal Ministro dell'Interno a Fazio trasudava, l'uscita successiva mi ha alquanto infastidito. 
Partirei col dire che io condivido l'idea che ha il Governo di intraprendere un percorso di profonda riforma del mercato del lavoro, sia in chiave occupazionale che in chiave economico-produttiva. Lo condivido perché ritengo che in e con questo Governo ci siano i presupposti concreti per poterlo fare, scevri di qualunque condizionamento politico ideologico.
Ciò che, invece, non capisco è l'insieme delle sparate che i vari Ministri fanno nel merito di questa materia, prima fra tutte la Ministra Fornero. Possibile mai che non si colga la delicatezza del tema e, dunque, la necessità di centellinare ogni eventuale dichiarazione? In Italia, forse anche più che altrove, il mercato del lavoro è connotato da tutta una serie di peculiarità e anomalie che, ancorché siano da rimuovere per il bene comune, vanno affrontate con una sensibilità che, ahime, la Ministro non sembra avere.
Idem dicasi per la Ministro Cancellieri alla quale è "sfuggita" l'invettiva contro i mammoni o ex-bamboccioni. Che nelle intenzioni, almeno, ci fossero temi importanti sottesi non lo dubito, ma di certo una dichiarazione del genere risulta fuori luogo agli occhi di tutti. Perché nella famiglia italiana media, la vicinanza tra lavoro e casa dei genitori implica un'assistenza che, altrimenti, non ci potrebbe essere: parlo di tutte quelle coppie giovani con prole che, laddove gli asili non ci siano o  non abbiano orari di apertura "consoni", si trovano a dover chiedere assistenza ai nonni per l'accudimento dei figli, per non pagare una baby-sitter o simili. In tutto questo, dunque, i temi che si intrecciano sono quelli dell'età pensionabile delle donne-mamme e dei nonni, dell'apertura di nuovi servizi per l'infanzia, della flessibilità di orari di lavoro .... Insomma, ben più del mammismo degli scapoloni impenitenti!

Altro sassolino da togliere è per il Ministro Riccardi, ma più che un sassolino è una nota di merito. L'intervista concessa a Fabio Fazio lo scorso sabato ha rivelato, a mio dire, la statura morale di un professionista di livello sui temi che, meritoriamente, gli sono stati affidati al Ministero. Esagererò forse, ma ho avuto l'impressione che quell'uomo abbia la stoffa di un "gigante" dei nostri tempi, della "perla rara", evangelicamente parlando.

Un sassolino che è quasi un macigno, invece, lo riservo alla Senatrice Pinotti. Prescindendo dalla stima personale nei suoi confronti, ritengo che l'esito delle Primarie genovesi le abbia dato profondamente  torto nella sua scelta di candidarsi: l'elettorato democratico non l'ha né capito né accettato. Anzi, l'ha punito. La spaccatura tra le due candidate ha alla base una rivalità politica di antica data, come ha apertamente dichiarato in un'intervista la stessa Pinotti. 
Il problema che la Pinotti non ha colto, e come lei tanti altri in molti ring di Primarie di partito/coalizione, è che all'elettore medio delle rivalità politiche antiche, non importa nulla di nulla! Anzi! Le evita, le combatte e le punisce! Il caso di Genova è, ai miei occhi che non conosco il background democratico genovese, fortemente indicativo di questo "voto di protesta".
Quello che fa male in questa tornata democratica non è tanto la vittoria di Doria (che se avesse gli stessi connotati di quella di Pisapia, credo chiunque se ne farebbe una ragione ben presto), ma la sconfitta delle candidate PD. E nemmeno per il peso politico che il PD può o deve avere nel Paese, ma per come questo sottenda un'errata gestione dei rapporti interpersonali e, più ampiamente, correntizi: a questo punto, le dimissioni del Segretario provinciale e di quello regionale costituiscono un primo ineludibile passo per l'apprendimento della lezione.
Ancora due note in merito. La prima sugli sfoghi del Sindaco Vincenzi su Twitter: vagamente eccessivi, ma pienamente condivisibili. Il senso di abbandono politico che ne traspare, temo sia un dato assolutamente reale. La seconda nota sulle regole del gioco: l'affaire Genova non deve in alcun modo inficiare l'istituto democratico e politico delle Primarie! Il PD non incappi in questo errore storico! Le Primarie devono rimanere un caposaldo nell'agire politico del PD, in qualunque contesto! E forse, nemmeno i regolamenti vanno cambiati: il caso Genova insegna che non è un problema di regole, ma di rapporti umani (almeno dal mio punto di vista) e di quella orrenda moda primorepubblicana che sono le correnti. Questo sì un problema da risolvere.
Un'analisi (un po') amara
post pubblicato in diario, il 3 gennaio 2011


http://www.repubblica.it/politica/sondaggi/2011/01/03/news/mappe_3_gennaio-10799142/

L'analisi odierna di Ilvo Diamanti sull'uso delle Primarie nel PD credo abbia colpito in pieno la situazione del rapporto tra il partito e questo strumento.
I dati che correlano il tutto, o da cui è partita l'analisi, dimostrano che in effetti quello delle Primarie è un nodo cruciale da sciogliere per il PD e, soprattutto, per i suoi dirigenti.

Le valutazioni che Diamanti inserisce nel suo approfondimento sono ampiamente condivisibili e mettono in luce le varie sfumature che le connotano.
Aggiungo alcune mie considerazioni, anche alla luce della mia esperienza nelle tre tornate (ho partecipato da elettore a quelle del 2005 per Prodi, ho preso parte attiva ai seggi e alla "campagna elettorale" di preparazione sia per quelle del 2007 che per quelle del 2009).

Innanzitutto, io credo vada fatta una distinzione essenziale tra "Primarie di coalizione", come quelle di Prodi, e "Primarie interne", quelle con cui si sono formati gli organi interni e sono stati eletti Segretari Veltroni e Bersani.
Secondo me, si tratta di due contesti non paragonabili tra loro.
Un conto è un confronto di coalizione, in cui i vari partiti che accettano la sfida dell'alleanza, del programma comune e di un candidato unico decidano di sfidarsi per individuare proprio il candidato. Diverso è il caso in cui un partito, per decidere la propria organizzazione interna, la piattaforma programmatica con cui confrontarsi con gli altri partiti politici (della propria parte o dell'altra), ricorre a elezioni interne per "contarsi" (usando un termine non proprio felice) e capire che strada prendere.
Allora, evidentemente diversi sono gli scenari, diversa la portata politica dell'evento e diversi saranno i numeri: non ha senso confrontare i due eventi sulla partecipazione perchè molto diversi sono i bacini dei potenziali elettori e diversi sono gli obiettivi. In questo senso, pensando al PD, anche tra gli elettori "esclusivi" vi sono alcuni poco interessati alla dialettica interna e, magari, al momento della scelta del candidato in coalizione potrebbero decidere di partecipare - è un dato di fatto.

Un'altra considerazione riguarda il diverso uso che il PD ne ha fatto internamente. Mi sembra di cogliere nel testo di Diamanti, una critica, pur velata, al fatto che le si siano usate per Veltroni e per Bersani, ma non per Franceschini. Molti non lo compresero allora, ma credo non sia stato un errore quello: le inattese dimissioni di Veltroni, lasciarono il partito in una condizione assolutamente emergenziale, di fronte alla quale non era salutare pensare di indire un cammino di "valutazione interna". Con alle porte le Elezioni Europee il partito si sarebbe indebolito nel tentativo di fronteggiare sia l'appuntamento internazionale sia quello puramente interno. Nulla, dunque, poteva essere fatto se non un'assunzione di responsabilità dalla persona in quel momento più "indicata". E, a mio modesto parere, è andata benissimo!
Quanto, invece, alle tornate sull'elezione del Segretario, nulla da eccepire.

La riflessione, piuttosto, che credo vada fatta ai vertici del PD è ben altra: quale significato diamo alle Primarie nel momento in cui dobbiamo scegliere i candidati "locali", con una prospettiva di coalizione? Perchè in questo credo Diamanti abbia pungolato a dovere il partito.
In effetti, vi sono casi eclatanti di "errore politico" nell'uso, o meglio, nell'itnerpretazione delle Primarie: parlo degli stessi casi citati nell'analisi, il caso Puglia-Vendola e il caso Milano- Boeri.
Due episodi sintomatici, passibili di varie interpretazioni. Infatti, il caso Puglia, come tante altre volte ho ribadito, è stata una scommessa giocata male in termini di coalizione: si è trattato di una forzatura centralista, per aprire le porte all'UDC, che l'elettorato ha ben compreso e ha sonoramente bocciato. Il caso Milano, invece, credo sia un caso di poco sostegno del candidato, una sorta di disinteresse del partito verso il singolo e verso la carica, non certo di secondo piano, che è in palio.
Un fattore comune, però, ai due episodi c'è, secondo me. In entrambe i casi è il partito centrale, la dirigenza che non ha scommesso abbastanza per giocare "tatticamente" la partita, e l'elettorato ha fatto la sua scelta, in entrambe i casi molto chiara e, credo, degna di molta attenzione!

Allora, a chiudere, mi associo alla sollecitazione di Diamanti, affinchè il partito sciolga alcuni dubbi, direi interpretativi, e decida quale sia la vera chiave di lettura delle Primarie. Prendendo una posizione chiara e inequivocabile sia verso l'elettorato interno, che l'elettorato riformista in senso più ampio, così come verso i potenziali alleati. Così si potranno rendere le Primarie uno strumento meccanismo assolutamente indispensabile in certi casi, chiarificatore in altri, ma non imprensicidibile sempre.

Aggiornamenti del 04gen11 - un'altra analisi e un riepilogo delle reazioni nel PD:(http://www.repubblica.it/politica/2011/01/04/news/pd_primarie-10831905/?ref=HREC1-3  -  http://beta.partitodemocratico.it/doc/201584/bersani-primarie-da-rivedere-ma-prima-programma-e-alleanze.htm)

Gli autogol del PD
post pubblicato in diario, il 26 gennaio 2010


Ogni tanto a noi piace farci del male. Ogni tanto dalle stanze del PD esce qualche novità che in un modo o in un altro inevitabilmente ci destabilizza. Come la trovata di fare le Primarie in Puglia, una Regione in cui, al di là di qualche scandaletto di basso profilo, avevamo ancora una carta vincente da giocare e qualche nome da spendere bene e con dignità. E invece, abbiamo percorso la strada del suicidio politico, con conseguente figura da pescelessi (o da cioccolatai come ha dichiarato oggi U. Eco a La Stampa)!!! Bravi!

Diversa, invece, la sorte di Bologna, o meglio, diverso l’episodio, ma stessa la sostanza: per colpa di una non meglio definita biondina in cerca di affermazione, rischiamo di mandare a monte una delle poche roccheforti rimasteci dopo le ultime battaglie elettorali del 2009. Dove peraltro l’individuazione del candidato Sindaco non era stata delle più facili e indolori (Primarie anche in quel caso con risultati forti per il vincitore, ma con partecipazione insolitamente bassa – andando a memoria potrei sbagliare).

Ma, da giovane “idealista” (ben diverso da ideologo/ideologizzato!) quale sono, non voglio smettere di credere in questo PD, nelle sue forze sane, nei suoi valori irrinunciabili, nei suoi uomini più onesti. E con il coraggio di questa coerenza politica, non abbandono la nave ora che rischia, ancora una volta (dopo il gennaio 2008 e la caduta di Prodi, dopo le sconfitte elettorali in Abruzzo e Sardegna, dopo lo scandalo – vomitevole – napoletano, dopo gli abbandoni fedifraghi di quest’autunno) di affondare: è facile, come già vari contatti e conoscenze han fatto, dare contro indistintamente. È più difficile rimanere dove si è, a rammendare quel che resta dopo la battaglia. Qualcuno mi chiederà se anche io non abbia criticato: certo! E lo rifarei perchè non sono acefalo e non condivido molte mosse che in questo PD si stanno facendo. Ma non sono i forconi ad aiutarci a uscire da questa crisi politica interna, sono le energie sane e volenterose a mandarci avanti. Non serve cacciare le “streghe”, ma provare a persuaderle della loro fallacia, della loro vetustà, del loro acronicismo! Qualche tramatore nell’ombra ci può ancora servire (poco, direi) se fa da coordinatore, da regista, da tessitore, purchè rimanga nell’ombra. E purchè non si faccia portavoce di idee sue spacciandole come idee del partito.

Per concludere: il voto pugliese ci deve far capire che il popolo del PD certe scelte non le condivide e non le capisce: certe alleanze a noi del PD non piacciono, in Puglia come nel Lazio come in Emilia!!! Finiamola di inseguire quel che fugge! Noi ci perdiamo e lui, quasi quasi, ci guadagna... (per non parlare di quell’altro...)....
A proposito di Primarie...
post pubblicato in diario, il 27 ottobre 2009


Che dire?
Ho tanti motivi di soddisfazione sull'esito locale (a Boretto Franceschini ha vinto con forza 53% Naz.le e 60% Reg.le: abbiamo lavorato bene) e, soprattutto, sulla grande e inattesa affluenza! Ciò dimostra che esistono ancora molte persone determinate a tenere la testa alta nonostante tutto, a non farsi imbambolare da chicchessia e a non farsi spezzare da qualche sortita inqualificabile di certuni...
Sul fatto che il Segretario eletto non fosse quello che speravo...Mi fa piacere che sia, cmq, una persona che merita moltissima stima per le competenze dimostrate più volte. Ora, dovrà dimostrarne anche nella guida di un Partito che, lo dicono i tre milioni di domenica, ha un seguito molto forte e determinato e che deve risollevarsi dalle ultime crisi (voti persi, scandali di portata più o meno grave...).
Ora più che mai: FORZA PD!!!!

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ottime scelte!!!
post pubblicato in diario, il 22 ottobre 2009


 Franceschini: "Se vinco Jean-Leonard Touadi sarà vicesegretario"

Grande!!!!!!!!!!!!!!!
L'ho sempre detto che Franceschini guarda al futuro!!!!



Jovanotti e Camilleri voteranno Franceschini
Se non è una grande notizia, sapere che a sostenere la candidatura di Franceschini ci sono due nomi di peso nella cultura italiana come Jovanotti e Camilleri....
Siamo sempre di più e siamo tanti! Anzi, TUTTI, NON UNO DI MENO come nel motto della Bastico!!!

FORZA DARIO!!!!!!!!!!!!!!


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Promemoria
post pubblicato in diario, il 16 ottobre 2009


Franceschini ieri
post pubblicato in diario, il 12 ottobre 2009


OTTIMO DISCORSO!!!!!!!!!!!!!!!
Pieno di coraggio, sincerità, autenticità, passione!!!
Questo è il PD che mi aspetto, questo è il PD che mi rappresenta, questo è il PD che voglio e che voglio votare perchè vinca!!!

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La mia scelta sul candidato: perchè?
post pubblicato in diario, il 29 settembre 2009


Perchè scelgo di sostenere Franceschini?
Innanzitutto perchè nella sua conduzione e nelle sue proposte traspare l'idea del "nuovo che avanza"! Certo lui non è un nuovo della politica, ma intorno a lui vedo figure nuove, volti nuovi della politica. Intorno alla sua candidatura, anche nei territori, vedo volti giovani, freschi, nuovi, determinati e con una gran voglia di fare. E' pur vero che la politica è fatta anche da chi ha dell'esperienza, ma in prima linea è meglio vadano dei giovani.
Poi, ancora, ho scelto Franceschini perchè parla in maniera diretta, chiara, esplicita... A volte il suo linguaggio è particolarmente colorito, quasi "forte", ma per farci capire dobbiamo usare un linguaggio non-tecnico, chiaro, immediato!
E ancora, scelgo Franceschini perchè in questi mesi di Segreteria ha dimostrato un alto senso del suo compito e del partito. Solo a lui credo si debba ascrivere la capacità di far parlare il PD a una voce sola, senza posizioni ufficiali e smentite ufficiose del minuto dopo! L'esperienza del Governo 2006-2008 ci ha devastato a tal punto che non dovremmo nemmeno più aver voglia di fare i "bastian contrari" sempre, ma di tacere e non uscire in piazza a "stonare"... In questo, poi, si vede anche la capacità di comporre un gruppo, di non lasciare troppo spazio alle cosiddette correnti, un male partitico che ha stufato!!!
Infine, scelgo Franceschini perchè l'idea di PD che trasmette sa molto di nuovo, sa di partecipazione larga, sa di autorevolezza del PD sulla politica nazionale ed europea (si veda il problema del collocamento in Europa).
Insomma, scelgo Franceschini perchè rappresenta l'ieda di Partito Democratico che vorrei!!!

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permalink | inviato da MarcoBorciani il 29/9/2009 alle 22:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Un suggerimento ...
post pubblicato in diario, il 29 settembre 2009



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permalink | inviato da MarcoBorciani il 29/9/2009 alle 17:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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