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Firmiamo per scegliere
post pubblicato in diario, il 12 settembre 2011


La settimana di fuoco del governo
post pubblicato in diario, il 20 giugno 2011


Quella appena conclusa è stata certamente una delle settimane più dure per questo governo.
Si è aperta con l'appuntamento referendario e con il suo ben noto esito, si è dipanata sulle uscite raccapriccianti dei ministri, Brunetta in primis, e si conclusa nei prati minacciosi (?) di Pontida.

Partirei dai referendum, con tutto ciò che ne consegue.
Non serve essere un politilogo di lungo corso per capire quale significato vada attribuito alla tornata referendaria del 12-13giugno scorsi. Gli argomenti trattati erano tutti, come si sa, inerenti leggi e leggine varate da questo governo: ciò che veniva messo in discussione nei 4 quesiti era qualcosa che aveva a che fare direttamente con il pensiero politico e con l'imprinting dato da questo governo allo status del Paese. Ecco perchè, dunque, l'esito è stata una "sberla" sonora e innegabile per l'attuale maggioranza: in nessun caso il pensiero del premier e dei suoi ha trovato appoggio o condivisione nell'elettorato italiano. Un elettorato che ha dimostrato altissimo interesse per la cosa pubblica e, in particolare, per questi 3 importantissimi temi: il tanto agognato quorum è stato trionfalmente raggiunto e in ognuno dei quesiti la bocciatura arrivata alla corrispondente legge governativa è stata netta e indiscutibile.
Le letture che si possono fare non sono molte: il governo, questo governo è stato rinnegato dagli italiani. Come già nelle settimane precedenti (alle amministrative), anche lo scorso weekend il popolo italiano si è mobilitato per dire a questa maggioranza che l'appoggio è venuto meno, la fiducia è stata malriposta e l'operato non è piaciuto.
Nei numeri di questi referendum il messaggio è, ancora una volta, inequivocabile: così non si va avanti.
Che, però, questo messaggio giunga alle orecchie sorde del premier e dei suoi compari, è evidentemente una speranza vana e inutile, considerando l'indifferenza assoluta dimostrata. Ma ciò, purtroppo, non sorprende affatto.
Non ci si può nè deve attendere da questa maggioranza la capacità di autocritica, l'onestà intellettuale e politica di fare un passo indietro e di riconoscersi sconfitti nella realtà delle urne. Tutto questo non appartiene alla cultura autoritaria di questa destra d'altri tempi: in qualunque paese moderno, qualunque forza democraticamente eletta e democratica nelle proprie convinzioni avrebbe fatto un passo indietro, dimostrando di aver recepito la lezione impartita dal popolo sovrano. Questa maggioranza, questa destra, questo governo, questo premier non lo hanno fatto e, ahinoi, non lo faranno mai.
Ma ciò non è, nè può essere una ragione per demordere. Ora più che mai le forze d'opposizione, quale ne sia il simbolo e la natura, devono incalzare il governo ad agire, dimostrandone l'inettitudine e rilevando la sempre crescente scollatura dal Paese reale. Da questa battaglia politica sana nascerà il cambiamento di cui c'è bisogno e che, presto o tardi, daranno all'Italia un'altra compagine governativa.

Quanto all'indecorosa indecenza di questo governo, il caso Brunetta è la riprova del livello cui siamo giunti.
Nulla è peggio di un Ministro che si atteggia come ha fatto il responsabile della Funzione Pubblica la scorsa settimana. Una cosa al limite tra il drammatico e il vergognosamente inenarrabile.
Potrei capire l'insostenibilità di essere forza di governo in un Paese che in meno di un mese ha risposto picche 3 volte in altrettante occasioni di voto. Ma non potrò mai capire la disumanità e la bassezza morale di chi si permette di disprezzare l'altro, prescindendo da tutto. A maggior ragione per chi si presta, governando, al confronto con il pubblico elettore.
Caro Brunetta, l'Italia peggiore è quella di chi non sa accettare le proprie sconfitte, ammettere i propri errori, confrontarsi col proprio avversario politico, dialogare col Paese. L'Italia peggiore è fatta da quanti non degnano di ascolto chi vorrebbe interrogare l'Amministrazione. L'Italia peggiore è quella di chi disprezza pubblicamente, e poi pretende pure di raccontare la propria verità che è una menzogna. L'Italia peggiore è quella, inoltre, del malaffare, della disonestà, della politica nell'ombra dei palazzi, della menzogna spudorata e senza ritegno, dell'imbroglio...
Quanto all'indecenza delle boutades di questo governo, sorvolo completamente sul premier che ironizza sull'Arte col Premier israeliano: non ci sono (e non voglio ci siano) parole per esprime tutto il disprezzo e la vergogna che scene come questa mi inducono.

Infine, l'appuntamento di Pontida.
Onestamente non so cosa pensare. Nel senso che, almeno apparentemente, quello di ieri è sembrato un meeting di aut-aut al governo: richieste, divieti, stop ... Poi, a ben vedere, la Lega da anni si comporta così: minaccia a ogni piè sospinto una crisi di governo o una separazione imminente, ma poi, non ne voglio conoscere i reali motivi, abbandona ogni intento battagliero per riconciliarsi amorevolmente col premier e i suoi.
A quale Lega si deve credere? A quella di Pontida o a quella di Palazzo Chigi?
Se per un attimo volessimo dare credibilità alla Lega di Pontida, beh, i paletti posti ieri al governo non sono nient'affatto una passeggiata. Uno in particolare, quello relativo al Patto di Stabilità e alle Amministrazioni Locali, sarebbe una bella gatta da pelare. Premesso che una richiesta come questa, credo, potrebbe trovare appoggi bipartisan in quanti amministrano i territori, quella di rivedere il Patto di Stabilità Interno per gli Enti Locali una provocazione non semplice da digerire. Si tratta di uno dei punti chiave su cui si basano le manovre fiscali di questo governo, fatte di drastici tagli alle risorse dei Comuni, con una conseguente imposizione di ristrettezze assoluta. Di fronte ad un aut-aut come quello lanciato ieri a Tremonti, se il governo decidesse di mettersi in ascolto, ne uscirebbe, a mio avviso, un sostanziale cambio di rotta nel rapporto con gli Enti Locali. E questi ultimi, è evidente, ne troverebbero un inaudito giovamento. (E io, da ex-amministratore, mi permetto di auspicare che davvero si aprano tavoli di confronto su questo drammatico tema per quanti governano i territori in prima persona, mettendoci la faccia al posto del governo centrale).
Ma, probabilmente, la Lega di ieri ha già lasciato il posto a quella di Palazzo Chigi che, al tavolo dell'imperatore, bivacca e si trastulla, dimentica di quanto il suo elettorato le ha chiesto ieri nei prati nordici.


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permalink | inviato da MarcoBorciani il 20/6/2011 alle 19:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Una scelta per il Paese
post pubblicato in diario, il 8 giugno 2011




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Pensieri sparsi a sinistra
post pubblicato in diario, il 6 giugno 2011


Vorrei fare una breve riflessione sul centrosinistra cha ha vinto queste amministrative, partendo da due interviste che ritengo illuminanti in tal senso.

La prima è quella a Bersani ieri sul Corriere (http://beta.partitodemocratico.it/doc/210227/bersani-gli-elettori-di-centro-e-sinistra-si-sono-gi-mischiati.htm).
Ho trovato nelle parole del Segretario quello che mi aspettavo di trovare. O meglio, credo che sia un'intervista che rimarca dei punti fermi per il Partito Democratico dopo questa tornata amministrativa. Sono dei capisaldi di ciò che il PD deve tenere come propria linea guida ora che è alla guida di nuove realtà locali: in quelle parole, in quelle idee, in quelle proposte credo vi siano delle tracce chiare di ciò che i nuovi (o rinnovati) Sindaci dovrebbero fare ora che tocca a loro spendersi per i loro paesi/città.
Sono nientemeno che le linee guida che il PD ha tracciato già da tempo nel proprio essere un'alternativa seria a questo governo e a questa (fu) maggioranza.
Ovviamente, ogni realtà avrà la propria responsabilità di declinarle a seconda delle proprie esigenze e contingenze. Ma in linea di massima quello è il solco da seguire.
Due appunti, però, li farei.
Il primo riguarda il tema allenze. Prescindendo dalla vera scelta di andare in una direzione o in un'altra (ormai è ben nota la mia idea in merito), credo il PD si debba assumere la responsabilità di essere chiaro con i propri alleati. Non penso ci debba essere un "temporeggiamento" rispetto al terreno politico nazionale: noi siamo il PD, siamo centrosinistra e siamo riformisti. Se si parte da questa idea, vien da sè quale sia l'atteggiamento al nazionale. Il locale può essere diverso? Certo. Ma decliniamo quello nei giusti termini. Anche perchè vediamo dove/come tira l'elettorato in questo senso.
Il secondo riguarda le reazioni di SeL, di cui ho letto qualche titolo. In effetti, forse varrebbe la pena di chiarire bene quale vogliamo sia il nostro rapporto con loro. Per le stesse ragioni sopra esposte.

La seconda intervista è quella al Presidente della Toscana Enrico Rossi all'Unità (http://www.unita.it/italia/intervista-a-enrico-rossi-ora-i-referendum-poi-ricambio-e-programma-i-di-pietro-spataro-i-1.300581).
Apprezzo il tono chiaro di quanto dice Rossi, senza lasciare spazio ad equivoci o a inferenze da fare. L'idea è chiara ed è una, su tutti i temi trattati.
Credo che in certi casi, le posizioni espresse dal Presidente diano delle risposte anche ad alcuni temi lasciati aperti dal Segretario. Mi sembra che il Presidente Rossi abbia delineato un assetto, se possibile, anche più preciso di quello descritto da Bersani il giorno dopo, soprattutto in materia di alleanze.
Il PD ha bisogno, per come la vedo io, di politici freschi e determinati come Rossi per rigenerarsi (è questo proprio uno dei temi al vaglio dell'intervista) e per continuare ad accrescere il proprio bacino di elettori. Mai come in questo momento occorre tenere i piedi ben saldi a terra, come richiamava anche Prodi alla festa romana della scorsa settimana, per consolidare la propria forza politica ed elettorale. Anche e soprattutto per il bene del Paese.

Infine, una lettura un po' più amena, che viene dalla penna e dalla fantasia da Nobel di Dario Fo: http://www.unita.it/italia/e-il-popolino-disse-caro-re-br-alle-tue-balle-non-crediamo-piu-1.300979 . Buon divertimento!


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permalink | inviato da MarcoBorciani il 6/6/2011 alle 18:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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