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Milano, agosto 1943 - 67° anniversario della Liberazione
post pubblicato in Letture, il 25 aprile 2012


Per questo 25 aprile prendo a prestito le parole del Premio Nobel Salvatore Quasimodo:

Milano, agosto 1943
Invano cerchi tra la polvere,
povera mano, la città è morta.
È morta: s'è udito l'ultimo rombo
sul cuore del Naviglio: E l'usignolo
è caduto dall'antenna, alta sul convento,
dove cantava prima del tramonto.
Non scavate pozzi nei cortili:
i vivi non hanno più sete.
Non toccate i morti, così rossi, così gonfi:
lasciateli nella terra delle loro case:
la città è morta, è morta.

Dedicato alla memoria del 25 aprile.
Dedicato alla Resistenza: a chi l'ha combattuta, a chi ci ha creduto, a chi le ha dedicato la vita.
Dedicato all'Italia: a quell'Italia che non ha piegato la testa e ha rialzato anche quella altrui.
2giugno - quei valori che si dimenticano
post pubblicato in diario, il 2 giugno 2011


Provo un reale e assoluto fastidio, oltre che ribrezzo, nell'apprendere che alla Camera l'ennesimo deputato ignoto del PdL ha ritenuto opportuno presentare una proposta di legge per l'equiparazione tra ex-repubblichini ed ex-partigiani.
A scanso di equivoci va chiarito che il contesto è quello del rapporto con le rispettive associazioni cosituite presso gli ex-combattenti e lo Stato, nella fattispecie il Ministero della Difesa. Ma non è su questo punto che voglio soffermarmi. Anche se ce ne sarebbero di riflessioni da fare ... !

Quello che mi urta terribilmente è l'ennesimo tentativo di rimozione delle radici su cui nacque la nostra Repubblica e alla luce dei quali, nemmeno 3 mesi, abbiamo festeggiato il 150° compleanno.
Trovo aberrante questo atteggiamento della maggioranza di governo.

Non paghi di dimostrare quotidianamente il proprio fastidio verso gli organi costituiti dello Stato italiano, a maggior ragione se in qualche modo contrapposti alla figura del loro capo-padrone, questi nostri onorevoli parlamentari escogitano di tanto in tanto delle leggi che diano dei colpi di spugna sulla lavagna dei valori fondamentali.
E così, una volta si inventano di abrogare la norma transitoria della Costituzione che istituiva il reato di apologia di fascismo, un'altra volta di emendare la Costituzione al suo art. 1... E ora si sono inventati di rendere equivalenti agli occhi dello Stato gli ex-partigiani e gli ex-repubblichini.

Di tanto in tanto riemergono appelli per una riconciliazione nazionale, ovvero per una pacificazione tra le parti storicamente schierate l'una contro l'altra, particolarmente in riferimento alla Seconda Guerra Mondiale e alla Guerra di Liberazione che ne seguì.
Dopo 66 anni si fa fatica a credere che questo sia possibile.
O meglio, in molti lo sperano e in tanto lo ritengono un dovere civico (e ci mancherebbe altro). Ma di fronte alla tracotanza di certuni, aggravata dal fatto che si tratti di membri degli Organi di rappresentanza popolare, viene molto difficile credere che questa volontà esista ancora.
Non riesco a vedere le condizioni perchè si vada nella direzione di una condivisione della lettura da dare a quel periodo storico.

Sia ben chiaro: la conciliazione di cui parlo e che auspico non è un colpo di spugna volto ad annullare le differenze. Vorrebbe essere, o meglio, vorrei che fosse una condivisione dei ruoli che furono assunti in quegli anni dagli uni e dagli altri, dando ad ognuno i propri meriti, le proprie colpe, le proprie attenuanti (se necessarie), ...

Come ho detto già altre volte, la nostra Costituzione, di cui oggi, per assimilazione alla Repubblica per la quale fu coniata, è intrisa del sangue di molte vittime di quegli anni. Quella Carta trasuda valori per i quali migliaia e migliaia di persone hanno dato la propria vita. In quegli articoli c'è il sunto perfetto di uno scontro ideologico, pur forte, ma civile che in quegli anni vi fu tra le parti.
Ma non ci sono margini di ambiguità su come andarono allora le cose.
E non ci possono essere.

Festeggiare il 2 giugno, come il 25 aprile, dovrebbe essere l'occasione per riconoscersi, umilmente e devotamente, figli di quei sacrifici. Portandone l'onere sulle spalle e l'onore nel cuore.
Nulla può (nè deve) scalfire quelle pagine di storia.

W il 2 giugno.
W il 25 aprile.
W la Repubblica Italiana.
W la Costituzione.
W la Resistenza.

Un'Italia in cui (non) mi rispecchio
post pubblicato in diario, il 9 novembre 2010


Durante il "silenzio" tra lo scorso intervento e questo, in Italia sono successe tante cose che raccontano un Paese in cui faccio fatica a ritrovarmi.

Non mi rispecchio nell'Italia in cui i continui tagli alle risorse per l'Ambiente portano ad inevitabili disastri ad ogni periodo di pioggia. Dal Governo centrale partono i tagli: in periferia si muore sepolti sotto una frana (a Massa, per esempio) e a ben vedere si deduce che se qualche controllo in più fosse stato fatto, qualche vita in più sarebbe stata salvata.
Si vada a studiare il significato di "prevenzione" e il cosiddetto "impatto ambientale" dell'uomo.

Non mi rispecchio nell'Italia in cui l'incuria di alcuni "sovrintendenti" riduce in macerie i preziosissimi tesori che la Storia ci ha fin qui conservato. La cura e il devoto "rispetto" delle genti nei secoli hanno conservato questi beni tramandandone i significati, la bellezza, la dovuta cura. Poi qualche funzionario ignorante, o sottopagato, o raccomandato, o menefreghista, o ... lascia che si circondino di cemento costruzioni antiche, fino al punto che non siano più in grado di reggere. Quali conseguenze? Crolla, per dirne una, la "casa dei gladiatori" a Pompei.
Si vadano a riscoprire i numerosissimi quadri del Sei-Settecento, quando da tutto il mondo gli artisti venivano in Italia per ritrarne le bellezze antiche, come nelle opere "neo-classiche".

Non mi rispecchio nell'Italia in cui dopo che una ragazza viene trovata morta, i mezzi d'informazione ne particolareggiano con irrispettoso cinismo i dettagli delle sevizie e dell'uccisione e, quel che è peggio - quasi disumano - è che poi inizia, con vomitevole sbigottimento degli stessi media, il "pellegrinaggio" sui luoghi dell'orrore. In nome dell'informazione spinta oltre ogni limite, viene travisato e sbeffeggiato il semplicissimo senso del rispetto per i defunti, quale che sia la loro morte o punibilità, se mai ci fosse. Un esempio? La povera Sarah Scazzi, di cui nessuno ha ancora smesso di parlare: non ce ne frega nulla nè dello zio, nè della cugina, nè di altro: lasciatela riposare in pace.
Si vada a rileggere la poesia "Dei Sepolcri" di Foscolo, in cui si parla di "celeste corrispondenza di amorosi sensi".

Non mi rispecchio nell'Italia in cui chi la rappresenta giorno dopo giorno sale alla ribalta delle cronache per reati di qualche natura a lui imputabili: corruzione, abuso di potere, pedofilia, bestemmia, diffamazione, ... . La costante processabilità di chi si trova agli alti livelli istituzionali ha francamente stancato!
Si vedano i valori con cui i Padri Costituenti hanno scritto la Costituzione e se ne studino i significati autentici e le reali/corrette applicazioni.

Non mi rispecchio nell'Italia in cui qualcuno non riesce a riconoscere nella Resistenza un significato super-partes di "momento del riscatto italiano" nella storia della Seconda Guerra Mondiale. Non concepisco che di fronte alla proposta di cantare "Bella Ciao" a Sanremo, qualcuno abbia chiesto di affiancarla a una delle canzoni simbolo della dittatura da cui ci hanno liberato coloro che col cuore e con le labbra cantavano "Bella Ciao". E' vero che nella Storia patria, l'una e l'altra coesistono epocalmente parlando, ma è pur vero che l'una e l'altra si pongono su due fronti talmente opposti che nulla le può minimamente accomunare: l'una il simbolo di una dittatura liberticida e rinenganda, l'altra il richiamo a una lotta salvifica e di imperitura memoria. Da una parte i portatori della rovina e della morte nelle nostre terre, dall'altra coloro che, a costo della loro stessa vita, ci hanno riscattato e riportato alla Libertà in casa nostra.
Si vedano un po' di film per capire di cosa si stia parlando: Roma città aperta; Porzus; Miracolo a Sant'Anna; L'uomo che verrà; ... .

In quale Italia mi rispecchio?
Nell'Italia di Susanna Camusso: una donna alla guida del principale sindacato, intenzionata a mettersi in gioco per il lavoro ai giovani.
Nell'Italia di Alex Zanardi: una persona che ha saputo ripartire dopo la "caduta", arrivando ad essere testimone forte e sorridente del potere della scienza.
Nell'Italia di Roberto Benigni: un comico che sfrutta la sua ironia per portarci a riflettere sul nostro Paese.
Nell'Italia del Veneto: una regione che, pur piagata dall'acqua e dal fango, sa rimboccarsi le maniche per ricostruire ciò che la natura gli ha tolto, senza falsi piagnistei di commiserazione.
Mi riconosco nell'Italia degli insegnanti quotidianamente in trincea, delle Amministrazioni che creano asili per soddisfare le esigenze delle giovani madri lavoratrici, di chi canta alle proprie/nostre radici e ai grandi valori che ci sono stati trasmessi.

L'Italia non è affatto male!
L'Italia è davvero il Bel Paese!

Abuso di valori: quando manca il rispetto...
post pubblicato in diario, il 11 marzo 2010


Durante la rassegna stampa odierna non ho potuto fare a meno di inorridire di fronte alla prima pagina di "Libero". La vignetta a centro pagina era intitolata "La resistenza del premier partigiano"....
Mi ribolle il sangue alla sola idea di un paragone tanto azzardato quanto infausto... Perchè posso accettare tutta l'ironia di questo mondo, ma che valori tanto alti quanto fondanti e imprescindibili per l'Italia come la RESISTENZA e la LOTTA PARTIGIANA vengano messi alla berlina in una vignetta satirica e accostati a una persona che per 14 anni da uomo politico/istituzionale ha volutamente ignorato e non onorato la Festa Nazionale del 25 aprile....beh, ripeto, mi ribolle il sangue nelle vene! Questa è l'ennesima prova dell'oltraggio che una certa parte della destra italiana fa delle radici comuni della nostra giovane democrazia! E', a mio avviso, quantomeno imabrazzante una cosa del genere!!! Spero che qualcuno, oltre a me, abbia notato questo OSSIMORO non letterario e offensivo e se ne sia schifato, e magari lo dica pubblicamente....
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