.
Annunci online

La medicina amara
post pubblicato in diario, il 8 dicembre 2011


Già il poeta latino Lucrezio, nel suo De rerum natura, scriveva, a giustificazione della commistione che stava creando tra filosofia e poesia « Questo mio metodo non è assurdo: quando i medici vogliono dare ai bambini il ripugnante assenzio,guarniscono prima i bordi della coppa con uno strato di miele biondo e zuccherato, e quell’età imprevidente, le labbra sedotte dalla dolcezza, inghiotte nello stesso tempo l’amaro infuso e, ingannata ma non vittima, ne riceve forza e salute.». In altre parole intendeva spiegare una pratica medica diffusa, quella di somministrare medicine amare e brusche ai bambini ricorrendo all'inganno del miele cosparso sui bordi della coppa in cui era la medicina. La stessa metafora sarebbe poi stata ripresa da Torquato Tasso nell'incipit della sua Gerusalemme Liberata.

Questo è un po' quello che mi sembra stia accadendo in questi giorni a noi: il medico Monti ci sta somministrando una delle più amare medicine tra quelle a sua disposizione, se non la più amara in assoluto. Ci si chiederà, a ragione, quale sia l'edulcorazione della pillola, visti i sacrifici enormi che questa manovra comporterà per la maggior parte di noi.
Beh, non saprei. Forse l'unica vera edulcorazione sta nella consapevolezza che questa manovra è ispirata alla salvezza del Paese e alla sua rinascita, anche con l'auspicio che il tutto porti ad un rafforzamento dell'intero sistema europeo, attualmente in crisi.

Non vorrei spendermi più di tanto su questa manovra. Nel senso che ancora non so capire quanto esserne "soddisfatto". 
Posso dire, senza tema di apparire eretico, che sono soddisfatto che sia stata varata, che sia uscita un'elaborazione di progetti e di azioni dettate, appunto, dal bene comune del Paese. Mi tranquillizza fortemente il fatto che sia stata messa a punto da persone competenti, capaci, serie - l'ironia di Crozza a Ballarò di martedì scorso, era un po' sulla stessa direttrice. Mi aiuta a credere nella validità di questa manovra il fatto stesso che l'inizio di questa settimana nei mercati finanziari sia stato fortemente positivo per noi (il calo di quasi 100 punti di spread in un solo giorno è un segnale fondamentale, quasi "assoluto" del buon esito del lavoro del Governo).

Poi apprezzo alcune delle cose che questa manovra ha posto in essere: tra tutte la tassazione sui alcuni beni di lusso e sui capitali scudati (e non è retorica di partito, ma in effetti l'1,5% è anche troppo poco per questi ladri di capitali italiani) e, non mi creda scemo, la reintroduzione dell'ICI. Dico questo perché la mia esperienza di amministratore locale mi ha portato a comprendere quanto l'assenza dell'ICI nelle casse dei Comuni sia stata una mannaia per i bilanci degli Enti: significava una quantità enorme di denaro in meno nelle disponibilità degli amministratori. Certo, mi si obietterà che esistevano altre forme di trasferimento dallo Stato centrale, ma non è mai stata una compensazione "paritaria". Dunque, se questo ritorno annunciato ci deve essere, ben venga!
Si può essere soddisfatti, secondo me, anche di un primo segnale di taglio ai costi della politica: è poco, dicono alcuni, intervenire sulle Giunte e sui Consigli provinciali, ma è comunque un buon inizio, da non rigettare in toto. Idem dicasi per il tema degli sgravi alle imprese relazionati alle assunzioni di donne e di giovani: che si stiano finalmente aprendo gli occhi sull'importanza che queste risorse hanno per il Paese?
Non apprezzo sicuramente altre cose, tante (?).
Non apprezzo che manchi completamente una forma di patrimoniale vera e propria sulle proprietà di quei ricchissimi che in questa crisi hanno continuato ad esser tali. Non apprezzo l'aumento delle accise sulla benzina: è un ulteriore salasso sui cittadini, dettato dal solo fatto che i carburanti sono a tutti gli effetti beni necessari, le cui conseguenze, però, sono chiare a tutti (innalzamento del costo dei viaggi, del costo dei beni anche di prima necessità che vengono trasportati nei territori, ..., a fronte di trasporti pubblici locali non sempre di qualità, anzi!). Non apprezzo tutto l'affaire pensioni: ne comprendo parzialmente la ratio, ma non ne sono certo convinto né soddisfatto.
Sul tema, poi, della tracciabilità del denaro contante, si poteva fare meglio: 1.000€ sono ancora tanti, 500 sarebbe stato meglio, a mio parere.

Detto ciò, i passi che in questi giorni stanno facendo i partiti appaiono confortanti. La richiesta pressante da più parti, sindacati in primis, di rivedere alcuni capitoli della manovra dà il senso di una forte responsabilità comune. Lo stesso Governo pare non essere sordo a queste richieste, pur se intenzionato a porre la fiducia: ma questo è un tecnicismo parlamentare altamente comprensibile, data l'urgenza del tema.
In questo senso, mi permetto di segnalare un editoriale del direttore dell'Unità Sardo (http://editoriale.comunita.unita.it/2011/12/05/si-puo-ancora-correggere-2/) e un'intervista a Rosy Bindi, sempre sull'Unità, (http://www.democraticidavvero.it/adon.pl?act=doc&doc=11326).

Un'ultima importante nota, di carattere "morale". Parlo della conferenza stampa del Governo a presentazione della manovra. Da un lato il Premier Monti che annuncia di rinunciare totalmente ai suoi emolumenti in quanto Presidente del Consiglio: un gesto assolutamente apprezzabile, ascrivibile a quel senso di responsabilità a cui la politica ci aveva disabituato completamente. Dall'altro le lacrime del Ministro Fornero: trovo francamente spregevoli le insinuazioni sulla falsità di quelle lacrime. Mi è sembrato un gesto di umanità e di umiltà fortissimo, una dimostrazione di quanto il tema fosse da lei sentito e di quanto si sentisse gravata di un onere non facile da portare. Insomma, anche questo un gesto cui non eravamo abituati da tempo. E che, forse, ci aiuta a "mandar giù l'amara medicina".

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. sardo bindi unità lucrezio monti tasso manovra fornero

permalink | inviato da MarcoBorciani il 8/12/2011 alle 14:0 | Versione per la stampa
Monti's style
post pubblicato in diario, il 17 novembre 2011


Se, come ci suggerivano i genitori all'inizio della scuola, la prima impressione è quella che conta, beh sembra di poter dire che il neo-Governo Monti abbia le carte in regola per essere un buon Governo.
Tanti, infatti, sono i presagi di un radicale cambio di stile e di concezione dell'amministrare il Paese: ognuno di questi segnali preso a sé sarebbe già sufficiente a certificare la sostanziale differenza tra il precedente governo e questo; se presi, poi, tutti insieme il quadro è decisamente confortante!

Potrei iniziare dallo stile, nel senso più estetico del termine, peraltro puntualmente rilevato anche da Gianantonio Stella sul Corriere di oggi: l'immagine di questa nuova compagine governativa è un'immagine che non ha i crismi della patinatura da gossip, quanto, piuttosto, i tratti di un amalgama sobrio e serio. Al momento del giuramento l'impressione principale che ho avuto è quella che quelle persone stessero giurando con serietà, emozione e, credo, anche un pizzico di soggezione per l'incarico che si apprestavano ad assumere. Poi, certo, anche l'occhio vuole la sua parte e, come ha sottolineato Stella, appunto, l'apparenza tutt'altro che di lustrini e pajettes incoraggia.

Un altro segno di cambio dello stile è, come molti hanno sottolineato, l'importanza enorme che il Premier ha deciso di affidare alle donne. Perché, sebbene numericamente siano poche (solo 3 su 17 Ministeri), ad esse sono stati affidati Dicasteri di primissimo piano, anche molto delicati: gli Interni, in un Paese con profonde lacerazioni sociali e territoriali; la Giustizia, tema che i due predecessori hanno posto al centro dell'attenzione con un minestrone di inutili riformine nella pia illusione di cambiarla profondamente; e il super-ministero Lavoro-Welfare-Pari Opportunità, per un'Italia di forti diseguaglianze sociali e grandissime criticità sociali. Dunque si è passati dalle donne immagine e oggetto, a Donne di peso, caratterialmente forti (penso in particolare alla Cancellieri, ma anche i curricula della Fornero e della Severino lasciano intendere che si tratti di ladies di ferro).

E' indubbiamente incoraggiante, poi, la forte, anzi assoluta connotazione tecnica della squadra. Perché è vero che l'età media dei neo-Ministri è alta (se non erro oltre i 60), ma la caratura tecnica del curriculum di ciascuno di loro lascia intendere che non si tratti di "matusa" del mondo contemporaneo, ma di persone di assoluta affidabilità. Affidabilità che, ma è anche ovvio che sia così, ciascuno di loro si è creato nel tempo e con l'esperienza nel proprio settore. Ciò lascia ben sperare il Paese, perché la scelta di queste persone rimarca l'esigenza fortissima, direi vitale, che abbiamo di ripartire: per farlo servono persone altamente competenti, fortemente capaci, indubbiamente esperte dei settori chiave. Certo, come in molti attenti osservatori rilevano, un Governo di tecnici implica una sconfitta della Politica, nel senso partitico del termine, ma questa è l'amara conseguenza di un'era storica di disimpegno e di disinteresse verso lo Stato.
Uno Stato che, tra l'altro, appare un malato grave, bisognoso di cure drastiche per credere profondamente che ce la può ancora fare. Per crederlo si affida a luminari della Medicina, aggrappandosi a loro con tutte le proprie forze e speranze. Noi italiani, proprio come quei malati, ci affidiamo a questa troupe di medici, fiduciosi che i loro interventi chirurgici ci salveranno. Certo, non tutti questi interventi riusciremo a capirli e, forse, nemmeno ad apprezzarli, ma sarà la convinzione che sia indispensabile sottoporsi a quelle cure che ci aiuterà ad accollarci il fardello e ad andare avanti.

Insomma, per me la prima impressione è stata davvero buona. Il Monti's style appare convincente già da subito. Il programma ancora non lo si conosce, ma sono fiducioso che sarà come incisivo e performante.
Buon lavoro Presidente Monti! Buon lavoro neo-Ministri!

Due interessanti editoriali per approfondire:
La rivincita dell'uomo invisibile
post pubblicato in diario, il 10 novembre 2011


Il messaggio di Roma: Ricostruire
post pubblicato in diario, il 7 novembre 2011


Un ottimo racconto su cosa sia stata realmente la manifestazione di P.zza S. Giovanni di sabato direi che sia l'editoriale di ieri a firma del Direttore de l'Unità Claudio Sardo (http://editoriale.blog.unita.it/impegno-comune-1.349429). Ciò che realmente si è avvertito, secondo me, nella giornata è stata la voglia di rimboccarsi le maniche e darsi da fare per restituire al nostro Paese quel senso di dignità e di grandezza che ci spetta.
Un desiderio di ripartire che, ovviamente, è riecheggiato soprattutto nel discorso del Segretario Bersani. Un discorso che sì, come tanti dicono, non ha trasmesso concretezza di proposte, ma ha sortito l'effetto di una ventata di ottimismo e una buona spinta propulsiva per i militanti e gli iscritti. Non era quello il contesto adatto alla concretezza di proposte e scelte che, invece secondo me, devono dominare l'attività politica e parlamentare, devono essere al centro del dibattito quotidiano e sui quotidiani. In una piazza come quella di sabato, per un evento che doveva essere - come poi è stato - una mobilitazione generale, era giusto che il Segretario dettasse una linea interpretativa della realtà contingente, un atteggiamento universalmente valido nei singoli contesti per dare ulteriori riferimenti a un popolo di tesserati, di militanti, di semplici elettori e di amministratori desiderosi di nient'altro che Ricostruire il Paese.

Ho apprezzato, tra le tanti cose, l'impronta fortemente europeista data all'evento. Gli interventi (uno video e uno "fisico") dei leader francese e tedesco hanno dato un respiro europeo e, dunque, più ampio e aperto al nostro partito e alla nostra attività politica. In un momento delicato come questo, in una contingenza debole nei suoi fondamentali come quella attuale, la presenza collaborativa e fattiva di questi due leader ha dato un senso maggiormente comunitario all'evento. Inoltre, dopo gli sbeffeggiamenti irriverenti del duo Merkel-Sarkozy al nostro Paese, la presenza dei loro oppositori politici al nostro fianco è stato un bellissimo segnale in vista, speriamo, di un futuro di cooperazione dei 3 Paesi sulla scena europea e mondiale.

Quella piazza, quella folla, quello spirito di rivincita e ripartenza, di Ricostruzione hanno dato, almeno questo è il mio parere, un impulso forte e generoso a chi era lì che, ne sono quasi certo, non può essere ritornato a casa deluso. Il Partito Democratico, come ha scritto giustamente Sardo, è apparso come un popolo presente, fiducioso e desideroso di maggiore fiducia, consapevole del cammino arduo e impetuoso che lo attende, ma generoso e abile a spendersi per un Paese che non può che ricominciare a decollare, per tornare ad essere un protagonista indiscusso e non più sfiduciabile della scena internazionale.
Certo, alle parole e ai desiderata della piazza, devono necessariamente seguire i fatti. E noi tutti lo faremo - chi nei propri posti di lavoro, chi con gli amici, chi nelle proprie associazioni di volontariato o di militanza civile, chi nelle Amministrazioni locali di cui fa parte, ... - di metterci al servizio delle nostre comunità per portare alto l'onore del Paese e del Tricolore che ci rappresenta, ricostruendo tutto ciò che questa maggioranza ha distrutto e recuperando ciò che ha dissipato.
Sfoglia novembre        gennaio
calendario
adv