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Storia e Unità
post pubblicato in diario, il 11 maggio 2010


Premetto che condivido in pieno la visione espressa qualche giorno fa dal Presidente emerito Scalfaro sull'Unità ( http://archivio2.unita.it/v2/carta/showoldpdf.asp?anno=2010&mese=05&file=06CRI21a ).
Così come condivido pienamente il monito austero che ha mosso oggi il Presidente Napolitano.
Sarebbe ora che i sostenitori della secessione da Roma che siedono qua e là nei vari organi di rappresentanza dello Stato italiano decidessero a cosa rinunciare: all'ideale futuribile e non perseguibile (per fortuna, aggiungo io) della secessione da Roma o alla poltrona che frutta tanti denari... O stanno al Nord (o al Sud) e fanno politica da lì, o stanno a Roma (o a Bruxelles o altrove) e tacciono definitivamente su questa idea tremendamente disfattista e impronunciabile.
Non possono continuare con la politica della botte piena e della moglie ubriaca: delle due una!
E visto che, come è facile credere, non rinunceranno alla poltrona e alla Carta cui hanno giurato fedeltà, sarebbe meglio che in nome di quel giuramento, avessero l'umiltà, la saggezza, l'intelligenza e l'onestà intellettuale di festeggiare l'Anniversario dell'Unità d'Italia. E' una celebrazione simbolica dietro cui si celano infinite sfaccettature e milioni di storie umane, tra glorie e sacrifici, tra sogni e ambizioni, tra successi e sconfitte, tra trionfi e ignominie. A tutto questo devono il loro rispetto, il loro riconoscimento. La loro figura istituzionale di politici.
Disertare o diffamare queste celebrazioni (ultimo a farlo, Lombardo oggi in Sicilia) è un oltraggio alla Patria che servono, alla Carta su cui hanno giurato, alla popolazione italiana tutta. E questo è quantomeno vergognoso!!!

Provocazioni del weekend
post pubblicato in diario, il 4 maggio 2010


E' stato decisamente un weekend ricco di provocazioni.

La prima arriva dal Ministro Scajola e dall'ormai consueto Anemone.
Ora, parto dal presupposto che, come nel sistema giudiziario italiano, fino a comprovata reità lui sia innocente rispetto alle accuse mossegli.
Ciò premesso, leggendo la sua intervista su Repubblica sabato mi sono chiesto: se davvero lui conosceva sto Anemone e i suoi intimi, come può farci credere che non sapesse che genere di "attività" facesse? Cioè lui pensa che noi crediamo che, pur conoscendo sto tizio, non ne sapesse i giri più o meno leciti e i traffici più o meno loschi? Il Min. conosceva sto imprenditore e non su cosa o come facesse impresa? Buoni sì, siamo buoni, ma coglioni no!!!! Idem per Lunardi che si è espresso sulla stessa scia...
A sto punto, l'azione politica del PD è assolutamente corretta: prima di tutto dia spiegazioni sul suo coinvolgimento nell'indagine, poi si giudicherà. Non si vuole presentare in Parlamento a discolparsi? Beh, allora l'unica conclusione lecita è  che non sia capace di produrre una propria difesa e, quindi, è legittimo pure credere alla sua colpevolezza... E se è colpevole, nulla altro gli resta da fare che dimettersi... E' il minimo della correttezza istituzionale! (ammesso che questo concetto sia contenuto nel bagaglio culturale e politico della destra).
Ah, segnalo un ottimo editoriale stamane di Enrico Vaime a Omnibus (lo dovreste vedere su www.la7.tv): sferzante e ironico al punto giusto.

La seconda è una conferma. Quella della reale natura non-governativa ma ostativa della Lega. Un Ministro della Repubblica, cioè un rappresentante dello Stato Italiano, quindi dei cittadini tutti non può e non deve permettersi di minimizzare, sminuire, offendere il momento storico fondamentale come l'Unità d'Italia!!! Quantomeno per il fatto che lui, è Ministro anche perchè c'è stata l'Unità! La sua poltrona, quella che gli sta calda sotto le chiappe e a cui tiene molto (altro che Roma ladrona...Roma Poltrona!!), deriva fortemente da quel momento storico! L'Unità d'Italia è l'incipit autentico del nostro essere cittadini oggi!
Questo atteggiamento sempre un po' polemico, scettico, distaccato di questa forza attualmente al governo del Paese dovrebbe essere per l'opposizione un terreno di attacco, un motivo per pretendere chiarimenti in sede parlamentare. A dispetto di ciò tutte le azioni di sfiducia, protesta sono, a mio avviso, debitamente motivate. La nostra Storia non è negabile da nessuno, ancorchè non vi si riconosca. E', volenti o nolenti, un Patrimonio comune, che ci appartiene tanto quanto noi vi apparteniamo.
E dovrebbe farci riflettere, in tal senso, la lunga sfilza di defezioni eccellenti dal Comitato per le celebrazioni organizzato dal Governo. Defezioni non per non condivisione dell'anniversario, ma per lo svuotamento di significato e di senso che tale organismo sta subendo. Tra questi cito, uno su tutti, quello di Ciampi. Credo non ci sia bisogno di dire che Ciampi creda profondamente nelle radici Risorgimentali della nostra Patria (nel suo settennato ha fatto molto in questa direzione...): quindi, una defezione di tale portata è assolutamente stridente e pesante! Forse c'è qualcosa che non va.... (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/04/24/ciampi-ancora-no-al-comitato-per.html)

Infine, oggi, la terza provocazione. Gli autisti di auto blu saranno, per legge, passibili di multe, ma non di decurtazione dei punti della patente.... Ancora una volta, in Italia, la legge è uguale per tutti, ma per qualcuno è un po' più uguale che per altri... Che desolazione!!!! 
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