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suggerimenti (15)
post pubblicato in Letture, il 2 ottobre 2012


Alcune letture della mia estate:
  • FAI BEI SOGNI (M. Gramellini) _ Un libro/romanzo bello soprattutto per il "coraggio di mettersi a nudo" dell'autore che accetta di raccontare un passato non certo facile da impugnare ed esternare a un pubblico di lettori. Bellissimo lo stile della narrazione, a tratti ironico e autocritico a tratti molto duro con i suoi interlocutori e, spesso, anche con se stesso. Nel leggere questo libro si ha quasi l'impressione di accompagnare mano nella mano lo stesso autore che, con l'abilità narrativa di cui è capace, scopre capitolo dopo capitolo lati di sé inattesi. Per poi chiudere, nelle ultime pagine, con un coulp de théatre bellissimo, pur triste.
  • IL VILE AGGUATO (E. Deaglio) _ Ancora una volta l'autore si cimenta nel raccontare la storia del nostro Paese, nella parte peggiore, quella intaccata dalla mafia. Ogni singola pagina, scritta con la consueta chiarezza di cui è capace, lascia traspirare un'immensa voglia da fare luce sulle stragi del '92 e, soprattutto, su quella di via D'Amelio. Certo, mettere nero su bianco ciò che oggi sappiamo di quei fatti non è sufficiente a fare la debita chiarezza su quanto accadde, ahinoi. Ma è importante che qualcuno non deleghi interamente alla cronaca giornalistica la ricostruzione di quei mesi terribili della nostra Storia patria: scrivere, approfondire, commentare e criticare aiuta a renderci conto che quel che sappiamo ufficialmente è terribilmente troppo poco rispetto a quello che realmente accadde e che, la maggior parte di noi, nemmeno riesce ad immaginare. La sete di verità dell'autore è, immagino e spero, la stessa di milioni di italiani. Purtroppo, però, pur a distanza di 20 anni, sembra destinata a rimanere inascoltata e inevasa. Chiunque voglia indignarsi ancor più per questa sete inascoltata, lo può fare leggendo attentamente il libro di Deaglio.
  • NON è TE CHE SEGLIERò (A. Grisendi) _ Un romanzo straordinario per la bravura estrema dell'autrice nel raccontare una terra (la sua, ma anche la mia), con la sua gente e i suoi valori. Una storia in cui anche chi, come me, per la sua giovane età, ha vissuto solo in parte quelle tradizioni valoriali e di costume, può sentirsi a casa tra quei personaggi: è quasi la lettura della storia della propria famiglia. Costumi, abitudini, oggetti, linguaggi (anche dialettali) riempiono le pagine di questo romanzo con una disinvoltura e con una credibilità che definirei rare. La storia della famiglia protagonista è la storia di tante famiglie che hanno vissuto e vivono nella Bassa Reggiana: ogni dettaglio della vita contadina di queste terre è descritto con una precisione e un trasporto emotivo che lo rendono tangibile a qualunque lettore, anche quello che queste terre non le conosce. C'è qualcosa che, però, rimprovererei all'autrice: il risvolto finale della vita privata della protagonista. Un po' deludente: forse, semplicemente perché non creato ad arte come tutto il resto del libro, ma raccontato in poche e stringate pagine, da renderlo quasi alieno rispetto a tutto il resto della storia. Certo, lo si potrebbe considerare il risvolto "moderno" di una vita famigliare basata sulle tradizioni, ma ciò non lo rende, a mio modesto parere, qualcosa di veramente compiuto.
Buon compleanno amore
post pubblicato in Letture, il 6 giugno 2012


Dedico questo sonetto di Petrarca al mio amore, a pochi giorni dall'essere sposa:

E Quando fra l’altre donne ad ora ad ora
amor vien nel bel viso di costei;
quanto ciascuna è men bella di lei,
tanto cresce il desio che m’innamora.

I’ benedico il loco e ’l tempo e l’ora
che sì alto miraron gli occhi miei,
e dico: Anima, assai ringraziar dei
che fosti a tanto onor degnata allora.

Da lei ti vien l’amoroso pensiero
che, mentre il segui, al sommo Ben t’invia,
poco prezzando quel ch’ogni uom desia:

da lei vien l’animosa leggiadria
ch’al Ciel ti scorge per destro sentiero,
sì ch’i’ vo già de la speranza altiero.

(F. Petrarca - Sonetto X)
Milano, agosto 1943 - 67° anniversario della Liberazione
post pubblicato in Letture, il 25 aprile 2012


Per questo 25 aprile prendo a prestito le parole del Premio Nobel Salvatore Quasimodo:

Milano, agosto 1943
Invano cerchi tra la polvere,
povera mano, la città è morta.
È morta: s'è udito l'ultimo rombo
sul cuore del Naviglio: E l'usignolo
è caduto dall'antenna, alta sul convento,
dove cantava prima del tramonto.
Non scavate pozzi nei cortili:
i vivi non hanno più sete.
Non toccate i morti, così rossi, così gonfi:
lasciateli nella terra delle loro case:
la città è morta, è morta.

Dedicato alla memoria del 25 aprile.
Dedicato alla Resistenza: a chi l'ha combattuta, a chi ci ha creduto, a chi le ha dedicato la vita.
Dedicato all'Italia: a quell'Italia che non ha piegato la testa e ha rialzato anche quella altrui.
suggerimenti (14)
post pubblicato in Letture, il 20 aprile 2012


A proposito di un libro che ho avuto la fortuna e l’onore di poter presentare, insieme all’autore, giusto ieri sera:

·         LA SENTENZA (V. Varesi) _ Il bellissimo romanzo racconta le gesta della 47^ Brigata Garibaldi dalla primavera del 1944 all’inverno del 1945, poco prima della Liberazione. Si tratta, dal mio punto di vista (confermato anche dall’autore stesso), di un vero e proprio romanzo di formazione: la sequenza degli eventi narrati non è solamente un racconto cronologico, ma si rivela essere un percorso di crescita e di maturazione dei vari protagonisti, fino al momento, per alcuni di loro, della redenzione finale. C’è poi, per uno dei protagonisti, un’autentica conversione ispirata – e questo è, a mio dire, un elemento che impreziosisce il libro – dalla lettura (ripetuta in poco tempo) di un libro: è, evidentemente, un messaggio che l’autore manda al suo lettore, circa l’importanza della “formazione culturale”, della lettura e, alla lunga, del Sapere. Un ruolo fondamentale nella narrazione, poi, lo gioca anche il paesaggio appenninico tra Reggio e Parma che, per l’intensità e l’accortezza della descrizione che l’autore fa, diventa a tutti gli effetti un protagonista aggiunto: a ben vedere, dunque, l’opera si rivela come romanzo corale, nel quale la comunità, in cui sono contestualizzati i protagonisti, risulta essere un elemento portante sia per il dipanarsi del racconto che negli esiti delle vicende narrate – anche questo può essere inteso come un messaggio rivolto al lettore contemporaneo, circa l’importanza della solidarietà e dell’essere comunità. Infine, credo sia importante rilevare la presenza da un lato di una riflessione sui temi geopolitici nati intorno a quelle vicende storiche (l’autore si fa forza, evidentemente, del distacco storico che lo separano da quegli anni e, dunque, li racconta con una certa critica) e dall’altro di una silenziosa presa di distanza da quel becero e “miscredente” revisionismo storico che, sempre più spesso negli ultimi anni, sta minando la realtà di quei fatti.



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permalink | inviato da MarcoBorciani il 20/4/2012 alle 8:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
suggerimenti (13)
post pubblicato in Letture, il 4 aprile 2012


Un libro "tecnico" utile agli Amministratori, ma non solo:
  • CITTA' DELLE PERSONE (G. Delrio) _ Il Sindaco di Reggio Emilia (oggi anche Presidente dell'ANCI) fa una lunga e articolata riflessione sul "modello emiliano" di Amministrazione locale, analizzandone gli elementi cardine di sempre, oggi sempre più bisognosi di un'attualizzazione, ma mai superati. Passando in rassegna le visioni sociale, culturale, urbanistica, ... , il primo cittadino reggiano esprime un punto di vista talvolta critico, ma oggettivamente disincantato su ciò che da sempre ha costituito un modello amministrativo per il Paese e che, forse oggi più che mai, può assurgere a modello di ispirazione reale. Per chi abbia un minimo di dimestichezza con i temi amministrativi il libro appare quasi una lezione e offre parecchi spunti di riflessione da cui partire per la progettazione futura delle nostre città. Lo definirei imperdibile ed estremamente istruttivo.
suggerimenti (12)
post pubblicato in Letture, il 16 marzo 2012


Una splendida lettura che consiglio: 
  • COSA TIENE ACCESE LE STELLE (M. Calabresi) _ Già il sottotitolo del libro indirizza il lettore verso il messaggio che pervade l'intero scritto, cioè l'invito a non smettere di sperare e credere nel futuro. I singoli racconti, spesso conditi con un pizzico di autobiografia, sono spesso illuminanti e coinvolgenti, a tratti anche commoventi. Quando qua e là l'autore rimanda al background socio-politico del Paese, ho percepito che il libro non fosse scritto per polemizzare/criticare il Paese, quanto per dargli vere e proprie iniezioni di fiducia: quasi un dire a noi tutti "Coraggio! Queste persone ce l'hanno fatta (o ce la stanno facendo) anche per voi: datevi da fare e imitatele. Così cambiamo questo Paese". Non so davvero se l'autore la pensasse così: io, però, ho colto questo invito e, dunque, l'ho sinceramente apprezzato.
suggerimenti (11)
post pubblicato in Letture, il 9 dicembre 2011


Propongo due interessanti letture sui temi di mafia e antimafia:
  • IL RACCOLTO ROSSO 1982-2010 (E. Deaglio) _ Scritto nello stesso stile di Patria, è un ottimo resoconto di storie di mafia. La particolarità, e al tempo stesso preziosità, di quest'opera deriva dal fatto che le storie raccontate, talvolta racconti in prima persona di esperienze vissute, siano perlopiù sconosciute all'opinione pubblica. Ancora una volta il buon giornalismo diventa buona lettura e svela storie cariche di drammaticità e di tensione, inducendo il lettore a riflettere profondamente sul tutto. Un'ottima lettura, insomma, che si fa apprezzare per l'originalità dei suoi contenuti.
  • NEL LABIRINTO DEGLI DEI (A. Ingroia) _ Un'autobiografia di un eroe dei nostri tempi che merita tutte le attenzioni possibili. Piccoli frammenti della sua carriera iniziata sotto l'egida di Falcone, prima, e di Borsellino, poi. Frammenti che, nel loro insieme, appaiono come un album fotografico in cui il protagonista racconta se stesso. E lo fa, come può facilmente rilevare chi abbia assistito a un qualunque suo intervento, con la sobrietà e la  "timidezza" di chi sa bene quanto difficile sia la sua funzione, ma al tempo stesso quanto sia giusto e fondamentale il suo operato. Al lettore, a tratti, sembra quasi di essere presente alle scene che il Magistrato narra. 
suggerimenti (10)
post pubblicato in Letture, il 2 dicembre 2011


Una lettura che consiglio, ma con prudenza:
  • L'OTTAVA VIBRAZIONE (C. Lucarelli) _ Un romanzo storico indubbiamente di qualità per il realismo dettagliato e quasi concreto con cui l'autore racconta questa storia, ma non altrettanto avvincente e appassionante dei suoi "reportages" di storia patria. Lo sfondo storico del racconto è la Battaglia di Adua del 1896, storica sconfitta dell'Italia coloniale contro l'esercito abissino. Va dato atto a Lucarelli di aver dato vita ad un romanzo corale molto dettagliato e indubbiamente completo per la varietà di figure che lo popolano, delle quali nessuna è mai solamente accennata, anzi ciascuna ha nel libro stesso tutto il trascorso di vita. Forse è proprio questo che fa sì, almeno dal mio punto di vista, che si perda un po' il filo del racconto: il continuo riprendere le storie dei tanti (troppi?) personaggi protagonisti spezza il fil rouge del romanzo in sé. Questo, forse, potrebbe essere un modo per fare intendere anche al lettore di come andarono le cose: o meglio, la frammentarietà del racconto, ricco di tante storie, è la medesima che portò il Paese a quella sconfitta, essendo i contingenti italiani coloniali delle improbabili e impreparate accozzaglie di militari di leva raccolti in ogni angolo del Paese e mai addestrati tutti insieme. Insomma, il lettore sappia che si troverà davanti il dipinto realista di un'Italia di cui non si ha, forse, pienamente contezza e che merita di essere conosciuta.
Per chi si è perso e si ricerca ...
post pubblicato in Letture, il 28 giugno 2011


Un Ligabue degli inizi mi aiuta a ripensarmi, quando, come ora, mi rimetto alla ricerca.
Dedicato a chi aspetta che mi ritrovi.
Dedicato a chi vuole rimettersi alla ricerca di quel che non è facile trovare.

Una poesia in musica.

Parlami, parlami
senza dire niente
parlami, dai
cerca nel cuore
Dimmelo, dimmelo
quello che ci serve
ora o mai piu'
fatti mangiare qui
fatti sentire fammi sentire sentirti
Stringi di piu'
Io sono qui
Stringi di piu'
ne son quasi certo..
cosa ti costa
Io sono qui
Stringi di piu' Io sono qui
Stringi di piu'
te ne sei accorta?
Io sono qui
Parlami, parlami
che non spendi niente
segnami qui: senza rancore
Cercami, scappami
fatti un po' sudare
toccami qui: proprio sul cuore, qui
fatti sentire come dovessi morire
Stringi di piu'
Io sono qui
Stringi di piu'
ne son quasi certo..
cosa ti costa
Io sono qui
Stringi di piu' Io sono qui
Stringi di piu'
te ne sei accorta?
Io sono qui
Ci son treni che non ripassano
ci son bocche da ricordare
ci son facce che si confondono
e, poi, ci sei tu e, ora, ci sei tu
Stringi di piu'........
Parlami, parlami
senza dire niente
parlami, dai: cerca nel cuore.

 




permalink | inviato da MarcoBorciani il 28/6/2011 alle 14:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
suggerimenti (9)
post pubblicato in Letture, il 9 giugno 2011


Un libro che merita di essere letto:

  • IL TERRAZZINO DEI GERANI TIMIDI (A. Marchesini) _ E' un romanzo autobiografico che non ti aspetti. Da una comica come Anna Marchesini ti attendi un libro che parli della comicità e racconti da dove nasce la vena umoristica che l'ha resa famosa e apprezzata. Invece, non è proprio così, o non del tutto. Il romanzo è sempre velato di un senso di tristezza e di malinconia con il quale la protagonista impara, suo malgrado, a convivere. Mi pare di cogliere che proprio in questa convivenza con la tristezza (a volte anche amarezza) della vita e dell'educazione famigliare, sia nata e si sia sviluppata la vena comica con cui Anna Marchesini ci ha deliziato per anni. Leggere questo romanzo credo sia, per la generazione contemporanea all'autrice, un rispecchiarsi nella vita quotidiana di quegli anni, permeati da un profondo senso del contegno, della semplicità e della solidarietà autentica. Oserei quasi dire, pur senza averne i titoli, che a suo modo è un romanzo di costume e storico.
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