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Buona fine e buon principio!
post pubblicato in diario, il 30 dicembre 2010


E' abitudine consolidata e logica che alla fine di un anno si faccia qualche bilancio e, soprattutto, si mettano in cantiere aspettative e progetti per quello incipiente.
Non mi sottrarrò a questo esercizio.

Diciamo che in generale si respira un'aria tesa, pesante, direi "armata". Leggere i titoli dei giornali sul web, seguire, pur da lontano, le faccende di casa nostra induce un certo senso di difficoltà, di inquietudine, di smarrimento serpeggianti nel Paese, in lungo e in largo.
Sarà perchè le proiezioni sul 2011 sono da più parti pronunciate con connotazioni allarmanti e preoccupate (le varie stime di politica produttiva ed economica non sembrano sprizzare ottimismo..). Sarà perchè a prendere di petto queste stime dovrebbe essere un Governo che, ad oggi, ha ufficialmente una maggioranza di soli 3 voti. Sarà perchè si fa fatica ad avvertire quel cambiamento di cui tutti avvertono la necessità e nessuno avverte la presenza.

Vado per episodi.
Notizia di ieri: Tiziana Ferrario, noto volto del TG1 delle 20, è stata re-integrata con sentenza del Tribunale al suo legittimo posto di lavoro.
(http://www.repubblica.it/politica/2010/12/30/news/parla_ferrario-10699482/?ref=HREC1-11)
Ciononostante il Direttore Scodinzolini pare si ostini a non volerla e a difendere la propria scelta di silurare quanti hanno osato contraddire i suoi diktat editoriali (come la Ferrario, anche la Busi, Di Giannantonio e altri), bollando la propria come una scelta ascrivibile all'autonomia del Direttore. Più che di autonomia editoriale, io parlerei di imposizione di pensiero. 
Libertà di opinione? O Veline del Duce?
[dovuto aggiornamento del 31dic: http://www.repubblica.it/politica/2010/12/31/news/tg1_lettera_ferrario-10735154/?ref=HREC1-3 - giusto per completezza rispetto ad una vicenda che lascia molto amaro in bocca- per poco che valga, esprimo da queste righe solidarietà a Tiziana Ferrario, vittima, a mio modo di vedere, di un sistema governocentrico e ottuso - con l'auspicio di rivederla in video, ma da sedi migliori]

Notizia di oggi: "serenata molesta" dei giovani pdl-ini pugliesi sotto la finestra del dormiente Presidente Vendola.
(http://bari.repubblica.it/cronaca/2010/12/30/news/raid_nella_notte_a_casa_di_vendola_identificato_gruppo_di_giovani_del_pdl-10707891/?ref=HRER2-1)
Evitando di sprecare parole per le esternazioni eternamente inqualificabili del Sen. Gasparri (se qualcuno sapesse di quale prestigio erano rivestiti gli antichi senatori romani!!!), credo che un episodio di tale portata, pur nella sua violenza non espressamente fisica (non è come la statuetta del Duomo di un anno fa), sia emblematico di un clima in crescente esasperazione giorno dopo giorno. Non ci vuole un genio della sociologia per capire che questi fenomeni, indipendentemente dalle vittime, siano espressione di un malessere generale che, volente o nolente, la situazione politica attuale alimenta quotidianamente. E non ha senso distinguere destra e sinistra: c'è tensione, e tanto basta.

Parlando di economia amminsitrativa: uno studio del PD, a firma del Sen. Marco Stradiotto, mostra chiaramente quali prospettive si aprano di fronte a quello che, a detta dei suoi artefici, dovrebbe essere l'antidoto di tutti i mali, il Federalismo Fiscale. Per la Lega, infatti, sembra una sorta di parola magica, di pozione ai mali dell'economia italiana. Invece, a ben vedere, è solo un'ulteriore botta alle già sanguinanti Tesorerie degli Enti Locali. Perchè la combine tra questo artificio politico e l'interpretazione italica del Patto di Stabilità sta ammazzando le contabilità nelle Pubbliche Amministrazioni, sia piccole sia grandi. Lo studio del PD (http://beta.partitodemocratico.it/doc/201397/federalismo-fiscale-studio-pd-taglier--445-milioni-ai-comuni.htm) dimostra proprio l'insensatezza e la sostanziale assurdità di questa manovra: le due città più bisognose di aiuto, di sussidiarietà (termine ormai desueto del vocabolario italiano, o almeno di quello politico italiano) - vale a dire L'Aquila e Napoli - sono anche le due che più risentiranno degli effetti di tale manovra.
Di fronte a questa prospettiva, dovremmo credere ancora a un Governo che promette la pulizia delle strade entro domani a mezzanotte (http://www.unita.it/italia/la-promessa-napoli-senza-rifiuti-per-il-31-1.263361)? O che parla de L'Aquila come della città miracolata?

Parlando di prospettive politiche sul 2011: l'instabilità governativa, cui ho fatto solo un rapido cenno prima, è sicuramente fonte di tante preoccupazioni. Suggerisco di leggersi l'intervento di qualche giorno fa di David Sassoli su Europa (http://beta.partitodemocratico.it/doc/201382/insieme-contro-la-spallata-populista.htm), per capire cosa ci si prospetta politicamente parlando. Un anno difficile.
Difficile, lo dico senza problemi, anche limitando la visuale al solo Partito Democratico. Ho letto pochi minuti fa un flash di un'intervista del Segretario Bersani che valuta il 2010 del PD con un 6- in quanto a coesione interna. E' evidente che qualche problema ci sia! Non vederli è un inutile nascondere la testa sotto la sabbia... Da ultima la lettera dei prodiani tra cui, ahimè, la conterranea Sen. Soliani: personalmente, uno smacco politico che arrivi un così forte distinguo politico proprio dalle persone politiche vicine all'ex premier, notoriamente vittime dei bersagliatori interni (basta ormai parlare di Unione, per farsi intendere al volo)...


Vogliamo cercare uno spiraglio di luce per il 2011?
Allora, punto il faro sull'evento con cui inizierà il prossimo anno e con la figura politica ad oggi più autorevole ed ascoltata. Il prossimo 7gennaio, nel giorno del 214° compleanno del nostro Tricolore, il Presidente Napolitano inaugurerà l'anno del 150° dell'Unità nazionale a Reggio Emilia, patria, appunto, del Vessillo italiano. Ecco, mi aspetto di scorgere in quell'evento (che, ahimè, seguirò solo in differita a migliaia di km di distanza) l'inizio di un nuovo anno, con un nuovo clima, con un ritrovato spirito nazionale, con una nuova cooperazione politica e una ritrovata solidarietà sociale, sotto l'egida dell'amato Presidente Napolitano.

Buon 2011!
Caro Dario, stavolta dissento
post pubblicato in diario, il 19 dicembre 2010


Non è un segreto che io identifichi in Dario Franceschini un leader molto vicino al mio modo di vedere e di vivere il Partito Democratico, non è un segreto che io lo consideri un politico autenticamente capace di vedere oltre e di condurre degnamente il partito verso il futuro. L'ho considerato tale lo scorso anno in occasione delle Primarie, quando decisi di votarlo accettando pienamente e convintamente la sua linea, e lo considero tale tuttora nella sua veste di ottimo e capace Capogruppo alla Camera.

Però, stavolta non posso essere d'accordo.
Sicuramente apprezzo il suo intervento video di ieri ( http://www.areadem.info/adon.pl?act=doc&doc=8412 ): apprezzo il fatto di aver parlato al web per spiegarsi e di essere stato, come sempre, molto chiaro e diretto.
Però, non condivido questa linea.

Perchè, se è vero come è vero, che siamo di fronte ad un'emergenza democratica determinata dal "tramonto" berlusconiano (riprendendo il Bersani in Aula del 14dicembre) e dalla paura che ciò comporta per i suoi fedelissimi servi, è vero anche che non si può scendere a compromessi eccessivi.
Io, come altri della base, non lo capirei.
Voglio dire che concordo con Franceschini quando spiega la difficile fase che stiamo attraversando e quando illustra i pericoli cui andremmo incontro laddove andassimo al voto e si afffermasse nuovamente questa forza politica. Quello su cui dissento è il fatto che questo presupposto indiscutibile, a mio modo di vedere, diventi il motivo di quell'apertura paventata da Bersani nei giorni scorsi.

Potrei capire se mi si dicesse che l'emergenza è tale da rendere necessaria una "cooperazione" stretta con tutte le forze attualmente opposte all'attuale maggioranza (ammesso che si possa ancora considerare tale). Ma questa cooperazione non può affatto essere considerata "alleanza".
E, soprattutto, in nome di questa disponibilità a cooperare non si può o, meglio, non si dovrebbe ignorare l'appello che ci viene da due componenti forti e fondamentali della sinistra come Vendola e, ancor più, Di Pietro. Questi sono i nostri due principali alleati e sostenitori: ignorarli è un errore, a mio dire, gravissimo!
In nome di un'emergenza democratica è, piuttosto, necessario aprirsi a loro e rivedere lo stato attuale dei rapporti politici tra noi e loro. Ci ricordiamo che qualche anno fa Di Pietro si era dichiarato intenzionato a far confluire il proprio partito nel nostro? Ci ricordiamo che Bersani ha parlato più volte recentemente di "nuovo Ulivo"? E siamo consapevoli che l'Ulivo non è politicamente conciliabile con Fini e Casini?
Poi, vorrei sottolineare che costoro, soprattutto Casini, non si dichiarano affatto intenzionati ad aprirci le porte.... Saranno forse disposti a far fronte comune in Aula, perchè l'obiettivo macro è il medesimo, ma niente più di questo.

Ecco perchè non concordo.
Una cooperazione a fini "costituenti", cioè di riforma radicale del sistema politico attuale, a partire dalla legge elettorale, è qualcosa di estremamente condivisibile e comprensibile anche tra la base elettorale. Un'allenza no.

Direi che è quasi una questione "semantica", "etimologica". Forse sottile nella differenza di termini, ma radicalmente diversa nell'accezione politica.
Forte del proprio Sapere, il PD non può cadere in trappole verbali e linguistiche come questa...

Un'altra cosa, sempre sul tema.
La Lega ieri, ma non è detto che ciò valga anche domani, è tornata a parlare della necessità di nuove elezioni.
Ora, chiedo al PD: credete davvero che gli elettori, soprattutto quelli non "fedelissimi" o indecisi, potrebbero votarci e capirci se presentassimo il nostro simbolo a fianco di quello di Fini e di Casini? O che sarebbero disposti a votare una coalizione ancora più estesa di quella del 2006/2008? Non credete che ne abbiamo avuto già abbastanza di quell'esperienza per commettere l'errore nuovamente di "ammucchiare" (perdonatemi il termine) tutti quelli che, oggi come oggi, vogliono detronizzare il despota Berlusconi? Qui prodest?
No, temo che sarebbe un errore gravissimo: molti, compreso il sottoscritto, potrebbero votare il PD, ma col naso tappato e tanti altri, forse un numero anche maggiore, potrebbero non andare a votare pur di non scegliere quale cammino fare.

Mi dispiace, ma questa scelta, secondo me, provocherà ben più di un mal di pancia!!!!

Il dopo-fiducia: vittime a destra e perplessità a sinistra
post pubblicato in diario, il 17 dicembre 2010


Sono passati pochi giorni dalla "Fiducia" al governo, e già si vedono i primi effetti: a destra vittime illustri di quei 3 voti di scarto, a sinistra le prime riflessioni contraddittorie e poco concilianti.

A destra, ad esempio, il Min. Bondi, obiettivo di una imminente mozione di sfiducia, sapendo che i numeri potrebbero non essere dalla sua parte, ha scritto al PD, elemosinando credibilità personale e professionale, in nome di una stima dei dirigenti PD (così avrebbe scritto) e, direi, di una antica e comune militanza nelle medesime schiere politiche. (http://www.repubblica.it/politica/2010/12/16/news/e_bondi_scrive_al_partito_democratico_cari_compagni_non_mi_sfiduciate-10258214/index.html?ref=search ).

A sinistra, invece, Bersani e Di Pietro lanciano due diversi appelli su future alleanze, con diversi obiettivi e diversi destinatari. (http://www.repubblica.it/politica/2010/12/17/news/bersani_ora_alleanza_col_terzo_polo_il_pd_pensa_a_sacrificare_le_primarie-10302796/?ref=HREA-1  e  http://www.unita.it/italia/il-contropiede-di-tonino-contro-br-l-effetto-piccoli-giuda-1.261029 ).
Ora, io capisco che anche in questi caso i numeri facciano la differenza e certe sirene non siano affascinanti, ma pericolose come quelle di Omero, ma credo che in questo momento sia più importante dare seguito alla base popolare e allo spirito autentico del proprio credo politico. Personalmente, non capisco e, credo, non capirò mai il motivo delle aperture del PD al centro, ignorando, spesso, le richieste del nostro alleato più fedele e vantaggioso, Di Pietro.
Certo, l'obiettivo di scardinare completamente il sistema monocratico/autarchico dell'attuale premier, un'alleanza con coloro i quali stanno facendo un fronte comune, soprattutto comprensivo degli ex, possa essere un punto di forza e, stante la situazione attuale, l'Italia ha un estremo bisogno di uscire da questo impasse perenne.
Però, questo, pur condivisibile in un certo senso, non mi convince affatto. Nel momento in cui Di Pietro lancia un appello al PD per un "matrimonio a tre", comprensivo della straordinaria forza politica emergente di Vendola, il PD non può far finta di non sentire e continuare a lanciare l'esca al centro! Il Centro non ci vuole, per espressa negazione di Casini e la nostra base stessa non lo vuole (rammento per le memorie corte, le primarie pugliesi tra Boccia e Vendola, in cui il primo fu sonoramente sconfitto e, con lui, la linea di apertura all'UDC): di questo il PD non può non prenderne atto!

Al PD occorre uno sguardo disincantato della realtà politica che si è creata in queste ultime settimane. Non possiamo continuare a credere che il nostro migliore alleato sia quel centro in cui Casini è divenuto l'uomo in tandem con FIni. Non è politicamente comprensibile per la nostra base elettorale! A chi crederanno mai i nostri elettori, qualora ci si presentasse dicendo che andiamo insieme a Fini? Non possiamo tradire la nostra vocazione di riformismo sano e moderno!
A questo riformismo serve quella vena legalitaria (altrimenti detta, con notazione negativa, giustizialista) che viene dall'IdV, così come quell'entusiasmo fresco e autorevole che viene da SeL!
Questo gli elettori lo sanno bene e lo capiscono, anzi lo vogliono vedere applicato!

(http://www.repubblica.it/politica/2010/12/17/news/vendola_subito_con_noi_no_del_pd_a_di_pietro-10302799/?ref=HREA-1 ) 
Capisco bene le perplessità di quel centro moderato/cattolico del PD (cui spesso mi richiamo per comune sentire religioso) di non combinare affari con un fronte "laico", ma non credo questo sia premiante ora come ora. Dobbiamo necessariamente uscire dagli schemi "da Prima Repubblica", sdoganando la nostra identità cattolica in un PD aperto e nuovo, dialogico e conciliante, senza timore di cadere in minoranza con un laicismo che potrebbe ferirci profondamente!

La forza politica del PD può e deve essere proprio questa.
Riuscire a sdoganare schemi vetusti e surclassati, creando un partito moderno, rfesco, giovane, integrato e variegato. Al PD servono, come organi vitali, le componenti cattolica, riformista, ecologista, progressista: solo così il PD può essere una forza politica al passo coi tempi e, soprattutto, destinata a durare nel tempo.
Mi sovviene una conquista del PD, che secondo me troppo spesso ci dimentichiamo: al Parlamento Europeo, il PD ha ottenuto di creare un nuovo Gruppo politico, l'Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei, che prescindesse dal vecchio dualismo tra progressisti e popolari. Noi, come PD, non potevamo, giustamente, sedere allo stesso tavolo di Agnoletto e di Tajani: non sono i nostri alleati politici italiani e non possono esserlo in Europa.
Questa può essere la chiave di volta per il futuro politico del PD: e di questo va dato atto a Franceschini che ha saputo creare questa nuova formazione politica in Europa, dando una prospettiva futura anche per i partiti a noi equivalenti nell'Unione.
Questa è, per me, la strada da seguire.
Buonanotte all'Italia
post pubblicato in diario, il 14 dicembre 2010


Mi permetto di parafrasare questa canzone del Liga, per chiudere con un'altra riflessione questa giornata politicamente pesante, comunque la si guardi, da vincitori o da vinti.

Spegnere i riflettori sulla Camera stasera è come spegnerli su uno stadio in cui un derby o uno scontro al vertice siano finiti in una parità che non porta beneficio nè a una squadra nè all'altra. Perchè, in fondo, stasera, nessuno canta vittoria realmente: certo, il premier ha proclamato una sua vittoria politica e personale, ma sa bene in cuor suo che c'è poco da esultare...

Solitamente al momento della buonanotte si tirano le somme della giornata: lo si fa cristianamente con una preghiera (che sia quella di Compieta o qualunque altra), ma anche lavorativamente per capire quanto si sia portato a casa, o facendo un qualunque bilancio famigliare.

Ebbene, stasera l'Italia si dà una buonanotte un po' incerta e debole.
Perchè?
Perchè il responso odierno del Parlamento è preoccupante, come ho già detto anche qualche ora fa. Tanto più nella misura in cui il peso di questo responso è equamente distribuito tra "franchi tiratori" lautamente oliati dalla macchina della "sedicente maggioranza" (come da definizione odierna di Bersani) e quegli sparuti gruppi parlamentari che si formano da un giorno all'altro riuscendo poi a ottenere su di sè le luci della ribalta in occasioni come quella di oggi.
Allora, viene da chiedersi a chi sia in mano questo Paese. A chi siano affidate le sorti del nostro organo Legislativo, quindi del nostro futuro. Siamo nelle mani di qualcuno che si è fatto eleggere in Parlamento in uno schieramento e poi, cammin facendo, cambia idea (che sarebbe cosa in sè legittima), ma non uscendo di scena, ma cambiando bandiera sempre con la poltrona sotto il proprio sedere. Così sono determinanti i mutui personali che qualcuno per un voto ti estingue, le sorti finanziarie della propria azienda che qualcuno per un voto ti risana, la garanzie sui propri istituti scolastico/formativi che qualcuno per un voto ti assicura... Allora accade che Razzi, Calearo, Polidori siano elementi cardine della fiducia incautamente e sciaguratamente accordata all'attuale "Governo del fare"... pena.
Ecco perchè la buonanotte di stasera non lascia sereni. Scrissero Lucrezio, prima, e Tasso, poi, che le verità scomode vanno somministrate come le medicine ai bambini, edulcorando il bicchiere da cui gli vengono fatte bere. Esattamente così è per la buonanotte italiana di oggi: la dolcezza iniziale del sapere che il Paese ha ancora un Governo, lascia spazio al sapere che questo stesso Governo ha pochi voti di vantaggio sulle sue opposizioni, oltre che lo stesso stile di quello che fino a ieri non ci ha governato per i nostri bisogni.

Insomma...buonanotte Italia!

E' la nave che non va!
post pubblicato in diario, il 14 dicembre 2010


L'ottimo e tagliente, a tratti anche spassoso, intervento di Bersani ha bollato così la crisi evidente e conclamata di questo Governo che, sì ha la fiducia, ma naviga a vista e da domani chissà dove andrà a finire....

Il risultato di oggi è sì benevolo col premier e i suoi "servi della gleba", ma non è per nulla benevolo con il Paese "malato nei suoi assetti democratici e che non riesce a crescere", per dirla con Bersani. Lo spartiacque odierno è passato, ma da domani la sfida per questo governicchio è ardua. Non so, o forse non voglio sapere, dove ci condurrà questa situazione: il timore è che la sfacelo già in atto diventi un disastro anche più nero del tunnel in cui siamo.

Quel che è certo, è che abbiamo davanti una situazione dalla quale non facilmente si riuscirà ad uscire, perchè, come già al Senato durante il Prodi II, ogni giorno sarà un gioco di "pallottoliere" su chi c'è ed è favorevole e chi no. In questo straziante gioco al massacro, il Paese andrà avanti, senza una rotta chiara e definita, senza una guida luminosa e "paterna", senza una governance politica all'altezza del proprio compito.
Dunque?
Al solito, il gioco lo faranno le varie componenti della società, ognuna per sè. Con l'aggravio che l'ognuno per sè è l'anticamera dello sfacelo autentico del concetto di comunità. Povera Italia!

Quel che rimane dopo l'odierno risultato, è una profonda amarezza per l'ennesima vittoria, pur risicata, falsa e monetaria che sia, condita con un senso di autentico smarrimento per il futuro.
Le pur deprecabili proteste di piazza di oggi, intendo quelle violente romane, sono comunque sintomatiche di un'Italia che non ci sta, che ha paura, che soffre e che vorrebbe volare più in alto di dove la stanno facendo volare quelli che oggi hanno votato col premier.


Segnalo, a margine di questo mio intervento, il commento di Massimo Giannini:
 http://www.repubblica.it/rubriche/polis/2010/12/14/news/e_ora_il_non-governo-10200308/?ref=HRER3-1


Infine, l'editoriale sul sito del PD (con rimandi agli interventi di Deputati/Senatori in questi giorni):
http://beta.partitodemocratico.it/doc/200716/un-governo-clinicamente-morto.htm


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permalink | inviato da MarcoBorciani il 14/12/2010 alle 19:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Dalla piazza la voglia di cambiare
post pubblicato in diario, il 12 dicembre 2010


La manifestazione di piazza di ieri non ha tradito, almeno credo, le aspettative di quanti, come me, avevano voglia di un riscatto politico e popolare del Partito Democratico.
Per quello che riesco a vedere da questo angolo di mondo, credo sia stata la manifestazione di un popolo largamente stanco e tediato da questa situazione politica. Mi pare sia emerso quella voglia di cambiare che può condurre alla vera svolta per il Paese.

Il discorso di Bersani ha parlato proprio di questi aspetti, da un lato la stanchezza per uno status politico che ci sta snervando, ci sta indebolendo, ci sta ridicolizzando agli occhi degli osservatori esterni. Dall'altro versante, l'orazione di Bersani è stata la proposta di un partito ad alto senso di responsabilità politica, ad alta vocazione riformista e risanatrice.
Nelle ottime parole del Segretario, misurate sia nei toni che nell'efficacia, ho scorto l'ideale che muove il popolo democratico verso una nuova fase politica, per la quale noi democratici siamo votati ad essere, se lo sapremo essere, la forza di riferimento.

Ho apprezzato svariati passaggi e idee: il rilancio della centralità europea per la politica non solo italiana, il costante richiamo alla società civile con tutte le sue difficoltà quotidiane e quotidianamente ignorate dall'attuale classe al potere, la solidarizzazione con le proteste degli studenti e dei lavoratori. Ottimo, poi, il duplice riferimento al ruolo giocato in Italia e in Europa da Romano Prodi!
L'apice, per me, del discorso è stato il passaggio in cui il Segretario ha sottolineato che "senza solidarietà non c'è comunità": questo è uno dei principi cardine del nostro credo politico, il cuore dell'agire politico del mondo democratico e riformista.
Poi, estremamente efficace e incisivo lo smascheramento del centrodestra, beffardo fin dal primo giorno verso il Paese, a partire da quanti lo hanno votato: tra gli altri passaggi, la beffa social card, la violenza sulla cultura e sulla scuola, le finte riforme del sistema giudiziario. Nessuna parola è stata risparmiata: questa è l'oratorio che ci si aspetta da una forza politica di un certo spessore, e questa è stata l'oratoria del Partito Democratico in piazza ieri.

Ora, avendo alle spalle la forza della piazza, rimane davanti lo spartiacque di legislatura di martedì. Quale che ne sia l'esito, credo che questo Governo uscirà indebolito e claudicante, se non, come spero, sconfitto. In attesa di poter festeggiare la caduta di un Governo da cui occorre liberarsi il prima possibile per il bene del Paese, godiamoci le immagini festanti e trionfali della giornata di ieri, certi che sia stata una pagina indimenticabile per il nostro partito.

Sì, caro Bersani, noi veniamo via con te!

http://beta.partitodemocratico.it/doc/200585/una-riforma-repubblicana-unalleanza-per-la-crescita-e-il-lavoro.htm

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Clima di (s)fiducia
post pubblicato in diario, il 9 dicembre 2010


 La bella intervista del Presidente del PD Rosy Bindi a l'Unità ( http://beta.partitodemocratico.it/doc/200434/niente-scorciatoie-il-pd-non-puo-abdicare-al-suo-ruolo-storico.htm ) credo sia un buon punto di partenza per riflettere sulla situazione odierna dell'Italia politica che attende di sapere che ne sarà di questo governicchio.

Ci stiamo avvicinando a grandissimi e velocissimi passi verso questo fatidico 14dicembre, in cui non si capisce cosa accadrà. O meglio, accadrà che questo Governo sarà messo fortemente in discussione e, con tutta probabilità, sarà deposto democraticamente dalle Camere.
Il problema è il come si sta arrivando a questo appuntamento.

Sul fronte destrorso, stiamo assistendo al neo-partito FLI che sta dimostrando tutta la propria voglia di essere la futura destra italiana, un vero partito di destra, un moderno partito di destra: l'auspicio è che tutta la verve politica dimostrata in questi mesi non venga meno e, soprattutto, che tutto quanto fin qui è stato detto/fatto in FLI si concretizzi e abbia sviluppi futuri positivi. Lo dico seriamente: credo che per la sinistra un vero e competitivo rivale politico possa essere un partito strutturato come aspira a diventare proprio FLI!
Dal canto suo, sempre rimanendo a destra, il premier sta provando a giocare le sue solite sporchissime carte per non vedersi sfilare da sotto la Poltrona su cui siede. Non sorprende affatto che questa sia la tattica di bassa lega per restare aggrappato. Gioca, come sempre, l'unica arma che ha: il denaro. Non l'astuzia, non la moral suasion, non la diplomazia nè la politica pura... ma il denaro.

Sul fronte opposto, in casa PD ci si prepara a sfondare le mura del castello berlusconiano con la manifestazione di sabato. Una manifestazione da cui mi aspetto ogni positività, ogni propositività di cui possiamo essere capaci. Il sabato romano di piazza sarà, se non altro, un sabato di protesta, di rabbia, di forza, oltre che di denuncia, di proposta e di gioia (se sarà seguito dalla caduta del Governo). Una preparazione che, come ben narrato dal Presidente Bindi, non è spiana come si vorrebbe: le bizze del Sindaco Renzi sono più di un semplice mal di pancia! Si spera che un buon medico, quale potrebbe essere la piazza romana, dia una cura adeguata.

C'è poi un fronte tutto a sè. Quello del centrismo, nelle sue molteplici sfaccettature, spesso ridicole. Penso, soprattutto ai tre che oggi, per non avere di meglio da fare, hanno creato nel cosiddetto "Gruppo Misto" alla Camera un nuovo partito (di cui sentivamo terribilmente la mancanza!): un partito che, fin dalle prime ore, dimostra una totale inettitudine politica affiancata ad una totale dedizione al poltronismo spinto! Una vergogna, in sostanza! Tre Deputati (forse sarebbe più corretto scriverlo in minuscolo, vista la totale immeritorietà di costoro a un così decoroso e prestigioso appellativo), ognuno con un suo voto alla prova del 14: una fiducia accordata, una non-accordata e un'astensione! Mi chiedo: se fossero stati in 4? Come avrebbero potuto decidere del 4°: con un'assenza?

Insomma, l'Italia, già sospesa come un acrobata sul filo a causa della crisi recessiva mondiale, è in bilico perchè in mano a organi istituzionali di pessimo spessore politico... Ahinoi, dove siamo finiti!
Lettera ai deputati del segretario del Pd e del presidente del gruppo a Montecitorio
post pubblicato in diario, il 7 dicembre 2010


Bersani e Franceschini: grave chiusura Camera, faremo sentire la nostra voce nel Paese


http://beta.partitodemocratico.it/doc/200290/bersani-e-franceschini-grave-chiusura-camera-faremo-sentire-la-nostra-voce-nel-paese.htm


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permalink | inviato da MarcoBorciani il 7/12/2010 alle 19:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Viale del tramonto
post pubblicato in diario, il 6 dicembre 2010


 http://www.unita.it/italia/bersani-su-l-unita-attenti-br-agli-strappi-di-berlusconi-1.258456

Leggendo questa intervista al Segretario Bersani, mi è venuta facile l'associazione di idee tra la situazione del centrodestra attuale e questo titolo di film (che ammetto di non avere mai visto).

In questa intervista appare un cauto ottimismo del Segretario circa gli sviluppi di questo dicembre che, almeno nelle promesse, si rivelerà denso di sorprese (non quelle natalizie tradizionali).
Quel che è certo è gli appuntamenti di sabato 11 e di martedì 14 non passeranno inosservati.

Ora, su sabato 11 io sono convinto, visto il clima generale che c'è, che sarà un successo del PD e che, da quella piazza, si alzerà prepotente la voce del popolo deluso e desideroso del Cambiamento di rotta.
Quello che auspico, personalmente, è che da quella piazza il PD faccia sentire tutta la sua grinta e, soprattutto, che la rabbia sia trasmessa con forza anche dalla dirigenza! Credo che in quell'occasione debba essere sfogata tutta la voglia di farsi largo tra la gente, di denunciare il clima pessimo in cui versiamo, di erigerci a nuovo volto dell'Italia del 2010. In questo, poi, serve che ci si renda credibili e si trasmetta la nostra capacità e volontà di incarnare la Svolta di questo Paese.
Esprimo un altro auspicio: da quella piazza, ne sono certo, emergeranno le tante voci di chi questa situazione non la regge più non solo a livello "politico", di palazzo, ma soprattutto dal punto di vista del proprio vissuto di stipendiato/disoccupato/studente.... Queste voci devono assolutamente essere ascoltate, capite e interpretate dalla dirigenza del Partito. Diversamente, la piazza di sabato potrà anche essere vuota.

Quanto, poi, al voto del 14, non so cosa immaginarmi possa avvenire.
Sembra troppo facile prevedere l'ufficiale apertura di una crisi di Governo.
Nel senso che, anche se i numeri non promettono nulla di buono per Berlusconi e i suoi, ho paura delle defezioni di alcuni (anche non esattamente "spontanee") e di qualche colpo di scena dell'ultimo minuto. Penso, ad esempio, all'ipotesi (non ricordo se minacciata dalla ex-maggioranza o se ventilata da qualche giornalista/politologo) di un intervento politico al Senato con relativo voto di fiducia (scontata, almeno quella) con successiva salita al Colle senza nemmeno affrontare la Camera. Credo sia un'evidente stortura democratica, segno di un declino inevitabile ancorchè non riconosciuto, di fronte al quale, appunto, si preferisce un finto colpo di scena (che è più propriamente un "colpo basso") che consenta più tardi di vantare di aver fatto "un passo indietro", quando evidentemente non è così.
Non voglio qui esprimermi sulla dichiarazione di paura da cui è scaturita la decisione, inqualificabile, di sospendere i lavori di Camera e Senato per tutta questa settimana, per evitare di inciampare in qualche provvedimento di difficile condivisione nella fu-maggioranza, dandola vinta alle opposizioni, comunque definite.

Quale che sia l'esito finale, credo che ci sveglieremo il 15 in una nuova XVI Legislatura, cioè l'attuale legislatura si sveglierà il 15 con un'altra faccia.
Speriamo che sia migliore di quella attuale.

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