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Italiani si nasce o si diventa?
post pubblicato in diario, il 18 febbraio 2012



Pensieri ad personam
post pubblicato in diario, il 15 febbraio 2012


Alcuni sassolini dalle scarpe che vorrei togliermi.

Innanzitutto, mi tolgo la coppia di sassolini Cancellieri-Fornero. Perché, anche se l'ultimo mio post elogiava quel profondo "senso dello Stato" di cui l'intervista rilasciata dal Ministro dell'Interno a Fazio trasudava, l'uscita successiva mi ha alquanto infastidito. 
Partirei col dire che io condivido l'idea che ha il Governo di intraprendere un percorso di profonda riforma del mercato del lavoro, sia in chiave occupazionale che in chiave economico-produttiva. Lo condivido perché ritengo che in e con questo Governo ci siano i presupposti concreti per poterlo fare, scevri di qualunque condizionamento politico ideologico.
Ciò che, invece, non capisco è l'insieme delle sparate che i vari Ministri fanno nel merito di questa materia, prima fra tutte la Ministra Fornero. Possibile mai che non si colga la delicatezza del tema e, dunque, la necessità di centellinare ogni eventuale dichiarazione? In Italia, forse anche più che altrove, il mercato del lavoro è connotato da tutta una serie di peculiarità e anomalie che, ancorché siano da rimuovere per il bene comune, vanno affrontate con una sensibilità che, ahime, la Ministro non sembra avere.
Idem dicasi per la Ministro Cancellieri alla quale è "sfuggita" l'invettiva contro i mammoni o ex-bamboccioni. Che nelle intenzioni, almeno, ci fossero temi importanti sottesi non lo dubito, ma di certo una dichiarazione del genere risulta fuori luogo agli occhi di tutti. Perché nella famiglia italiana media, la vicinanza tra lavoro e casa dei genitori implica un'assistenza che, altrimenti, non ci potrebbe essere: parlo di tutte quelle coppie giovani con prole che, laddove gli asili non ci siano o  non abbiano orari di apertura "consoni", si trovano a dover chiedere assistenza ai nonni per l'accudimento dei figli, per non pagare una baby-sitter o simili. In tutto questo, dunque, i temi che si intrecciano sono quelli dell'età pensionabile delle donne-mamme e dei nonni, dell'apertura di nuovi servizi per l'infanzia, della flessibilità di orari di lavoro .... Insomma, ben più del mammismo degli scapoloni impenitenti!

Altro sassolino da togliere è per il Ministro Riccardi, ma più che un sassolino è una nota di merito. L'intervista concessa a Fabio Fazio lo scorso sabato ha rivelato, a mio dire, la statura morale di un professionista di livello sui temi che, meritoriamente, gli sono stati affidati al Ministero. Esagererò forse, ma ho avuto l'impressione che quell'uomo abbia la stoffa di un "gigante" dei nostri tempi, della "perla rara", evangelicamente parlando.

Un sassolino che è quasi un macigno, invece, lo riservo alla Senatrice Pinotti. Prescindendo dalla stima personale nei suoi confronti, ritengo che l'esito delle Primarie genovesi le abbia dato profondamente  torto nella sua scelta di candidarsi: l'elettorato democratico non l'ha né capito né accettato. Anzi, l'ha punito. La spaccatura tra le due candidate ha alla base una rivalità politica di antica data, come ha apertamente dichiarato in un'intervista la stessa Pinotti. 
Il problema che la Pinotti non ha colto, e come lei tanti altri in molti ring di Primarie di partito/coalizione, è che all'elettore medio delle rivalità politiche antiche, non importa nulla di nulla! Anzi! Le evita, le combatte e le punisce! Il caso di Genova è, ai miei occhi che non conosco il background democratico genovese, fortemente indicativo di questo "voto di protesta".
Quello che fa male in questa tornata democratica non è tanto la vittoria di Doria (che se avesse gli stessi connotati di quella di Pisapia, credo chiunque se ne farebbe una ragione ben presto), ma la sconfitta delle candidate PD. E nemmeno per il peso politico che il PD può o deve avere nel Paese, ma per come questo sottenda un'errata gestione dei rapporti interpersonali e, più ampiamente, correntizi: a questo punto, le dimissioni del Segretario provinciale e di quello regionale costituiscono un primo ineludibile passo per l'apprendimento della lezione.
Ancora due note in merito. La prima sugli sfoghi del Sindaco Vincenzi su Twitter: vagamente eccessivi, ma pienamente condivisibili. Il senso di abbandono politico che ne traspare, temo sia un dato assolutamente reale. La seconda nota sulle regole del gioco: l'affaire Genova non deve in alcun modo inficiare l'istituto democratico e politico delle Primarie! Il PD non incappi in questo errore storico! Le Primarie devono rimanere un caposaldo nell'agire politico del PD, in qualunque contesto! E forse, nemmeno i regolamenti vanno cambiati: il caso Genova insegna che non è un problema di regole, ma di rapporti umani (almeno dal mio punto di vista) e di quella orrenda moda primorepubblicana che sono le correnti. Questo sì un problema da risolvere.
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