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Storia e Unità

Premetto che condivido in pieno la visione espressa qualche giorno fa dal Presidente emerito Scalfaro sull'Unità ( http://archivio2.unita.it/v2/carta/showoldpdf.asp?anno=2010&mese=05&file=06CRI21a ).
Così come condivido pienamente il monito austero che ha mosso oggi il Presidente Napolitano.
Sarebbe ora che i sostenitori della secessione da Roma che siedono qua e là nei vari organi di rappresentanza dello Stato italiano decidessero a cosa rinunciare: all'ideale futuribile e non perseguibile (per fortuna, aggiungo io) della secessione da Roma o alla poltrona che frutta tanti denari... O stanno al Nord (o al Sud) e fanno politica da lì, o stanno a Roma (o a Bruxelles o altrove) e tacciono definitivamente su questa idea tremendamente disfattista e impronunciabile.
Non possono continuare con la politica della botte piena e della moglie ubriaca: delle due una!
E visto che, come è facile credere, non rinunceranno alla poltrona e alla Carta cui hanno giurato fedeltà, sarebbe meglio che in nome di quel giuramento, avessero l'umiltà, la saggezza, l'intelligenza e l'onestà intellettuale di festeggiare l'Anniversario dell'Unità d'Italia. E' una celebrazione simbolica dietro cui si celano infinite sfaccettature e milioni di storie umane, tra glorie e sacrifici, tra sogni e ambizioni, tra successi e sconfitte, tra trionfi e ignominie. A tutto questo devono il loro rispetto, il loro riconoscimento. La loro figura istituzionale di politici.
Disertare o diffamare queste celebrazioni (ultimo a farlo, Lombardo oggi in Sicilia) è un oltraggio alla Patria che servono, alla Carta su cui hanno giurato, alla popolazione italiana tutta. E questo è quantomeno vergognoso!!!

Pubblicato il 11/5/2010 alle 20.32 nella rubrica diario.

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