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... perseverare autem diabolicum

Così finisce un celebre monito latino che iniziava con "errare humanum est, ...".
L'emerito e immacolato, oserei dire, nostro premier ha ieri ottenuto, nonostante le ben note perplessità del Capo dello Stato, la nomina di Saverio Romano a Ministro, come ricompensa per la sua sacra fedeltà.

Non credo sia difficile intuire quale sia la perseveranza nell'errore del nostro capo di governo, ma se a qualcuno ancora sfuggisse il nocciolo, beh, mi basta fare i nomi dell'esimio Aldo Brancher, o dell'illustrissimo Cosentino, o dell'immenso Caliendo.
La risata che stimola questo articolo de l'Unità è certamente una risata amara, o peggio:  http://nemici.blog.unita.it/indagato-per-mafia-ministro-subito-1.278512 .

Sembra che al nostro Cavalier (servito più che servente) proprio non entri in testa l'art. 54 della nostra Costituzione che, repetita juvant, «I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore».
Certo, ancora non possiamo giudicare se Romano saprà applicarsi con disciplina e dovere. Quel che è certo è che, almeno in passato, non abbia dimostrato tali doti: se non altro perchè, se si è irreprensibili per disciplina e onore difficilmente si finisce per essere indagati.

Una riflessione che mi viene da fare, a questo punto, è questa: quando fra qualche anno si ripenserà ai giorni nostri e se ne vorranno celebrare i rappresentanti politici migliori, di chi vorremo o potremo ricordarci? Perchè se la politica di questi anni dovrà essere ricordata per questi personaggi che nemmeno il peggiore degli autori di fantasia avrebbe potuto creare, forse sarà meglio non averne memoria. Che tristezza.

Pubblicato il 24/3/2011 alle 21.1 nella rubrica diario.

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