Blog: http://Borcio.ilcannocchiale.it

La destra governa per sè

L'Italia che nel 2011 celebra i propri 150 anni di Unità è un Paese con fortissimi nodi da sciogliere sul proprio status.
A scioglierli, a rigor di logica, dovrebbe essere il Governo che, come da ordinamento dello Stato Italiano, è l'organo istituzionale preposto a tale funzione (esercita o dovrebbe farlo, infatti, il Potere Esecutivo).
Ma non è così, volenti o nolenti.

Quella approvata mercoledì alla Camera, la famosa "prescrizione breve", è una legge tutt'altro che utile all'Italia: è un'oscenità impura, utile solo e sempre al solito capo-mandamento (la terminologia non è certo casuale) e a qualcuno dei suoi scagnozzi. È il solito atto di tracotanza politica di una maggioranza incollata al proprio capo da quella specialissima colla che, noi comuni mortali, chiamiamo denaro.
Approvata questa oscenità, pare che il capo-mandamento stia già incalzando i suoi soldati mercenari (mai aggettivo sembrò essere più adeguato, pensando a quel pavido Parlamentare che risponde al nome di Scilipoti), per la legge sulle intercettazioni.
Ora, non è necessario essere grandi intenditori di politica per capire cosa stia facendo quell'omuncolo che nel 2008 la maggioranza dei nostri connazionali ha investito del ruolo di Presidente del Consiglio! Non serve essere nemmeno troppo acuti di intelletto per capire che, anche questa battaglia parlamentare, servirà sempre e solo a lui e a pochi altri decerebrati che lo circondano. Insomma, non occorre nessuna laurea in politologia per capire che anche questa prossima tappa del lavoro del Governo sarà pro-domo-sua e a noi italiani non verrà utile mai.

Eppure....
Eppure l'Italia oggi avrebbe bisogno di risolvere tanti, tantissimi problemi!
Il primo è certamente legato alla contingenza attuale, ed è quello dell'immigrazione di tunisini e non solo. Un problema drammatico da affrontare il prima possibile. Drammatico nel senso che è il "dramma" di questi popoli che ci viene a bussare alla porta, è il loro "dramma" quello su cui prioritariamente dovremmo riflettere, è il loro "dramma" che li imbarca sui pescherecci e ce li porta qua da noi. Poi, dopo che si è capito e valutato quel "dramma" si può argomentare sulla soluzione da adottare in concomitanza con l'Europa e altre entità sovraordinate - che se ci stanno voltando le spalle non è certo solo colpa della loro mentalità, quanto forse della nostra inattendibilità internazionale ... -.
Poi potremmo parlare della "solitudine del mondo industriale" su cui Emma Marcegaglia ha lanciato un appello fortissimo, caduto fondamentalmente inascoltato, checchè ne dica il Ministro Tremonti. Il mondo industriale italiano, comunque la si pensi, è il primo vero volano verso la ripresa economica del Paese: lasciarlo abbandonato a se stesso è una colpa di cui sarebbe meglio non macchiarsi.
Ancora, potremmo riflettere sulle condizioni economiche in cui versano le famiglie italiane. Potremmo parlare del problema delle fonti energetiche decidendo, una volta per tutte, da che parte stare. Potremmo occuparci di scuola. Potremmo decidere su cosa investire per il futuro di questo Stato.

Magari, potremmo anche tentare di risolvere il nodo della Giustizia.
Ma non con quell'obbrobbrio che ci hanno propinato come primo elemento di una grande riforma.
Non sono un giurista e non ho le competenze reali per addentrarmi nella materia, ma credo che questa non sia la direzione di riforma di cui la Giurisprudenza italiana ha bisogno.
Siamo di fronte all'ennesima pillola indorata da prendere per via rettale (scusate l'immagine poco garbata): si parla di "processo breve" per far credere a qualche (tanti?) fessacchiotti che questa norma accorci i processi, ma non è così. Chiamano questo schifo di legge con un nome fasullo, per far credere che sia utile a tutti, ma non è così. La spacciano per qualcosa di innovativo, ma non è così.

«Ahi serva Italia!»

Pubblicato il 15/4/2011 alle 7.27 nella rubrica diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web