Blog: http://Borcio.ilcannocchiale.it

Commenti sul caso TAV

Rispetto al dibattito ripreso sulla necessità/opportunità di fare o meno la TAV, credo si debbano fare diverse considerazioni, ognuna in un proprio contesto.

Tanto per cominciare, partirei dal piano della cronaca, in particolare di quella di domenica scorsa.
Ovviamente, gli eventi da valutare sono 2 distinti: da un lato la manifestazione pacifica di quanti contestano il progetto, Sindaci in testa, e dall'altra quella violenta e devastante dei "black-block". Sui primi tornerò in seguito, ma, a prescindere dal mio pensiero, va sottolineata in assoluta onestà la dignità e la legittimità della loro protesta: potrà essere dura, intransigente, chiassosa, ma rimane la legittima opinione di quella gente.
Tutt'altro è il discorso da fare in merito ai "black-block". Tanto per cominciare mi verrebbe da chiedere per quale motivo costoro si trovassero domenica in Val di Susa: non erano certamente a casa loro, o almeno non tutti. Questi cosiddetti "professionisti della violenza" ancora una volta si sono trovati al momento "giusto" nel posto "sbagliato": erano nel posto della protesta sì, ma non erano in casa loro (il loro movimento nasce essenzialmente nell'Europa del centro-nord). Dunque, erano stati invitati lì (come ipotizza Chiamparino)? Non è dato sapersi, ma di certo si sa che non erano propriamente inattesi. E per certo si può dira anche che costoro, ancora una volta, hanno portato barbarie e devastazione in un contesto di scontro, sì duro, ma comunque pacifico. La condanna che si deve pronunciare in tal senso è assoluta e ferma. Direi quasi, che i primi a doverlo fare siano proprio i manifestanti "no-TAV" della Val Susa: in fondo, la loro manifestazione è stata oscurata e, peggio, rovinata drammaticamente, da questi barbari del XXI secolo.

Sul piano, invece, politico credo si debbano rivendicare alcuni chiarimenti da parte, soprattutto, del governo.
Prescindendo dalla posizione non chiarissima, almeno a me, dell'attuale maggioranza in merito a questo progetto infrastrutturale, vorrei capire, tra le altre cose, quale iter sia stato seguito negli ultimi tempi su questo fronte.
O meglio: il tema TAV è rimasto silente per 3 anni o più, dopo la caduta del Governo Prodi e fino a una decina di giorni fa. Poi, minacciati dall'UE che il ritardo spaventoso sui lavori ci avrebbe penalizzato rispetto allo stanziamento fondi comunitari, il governo si è risvegliato dal proprio perenne torpore sui temi che contano e i cantieri sono partiti. Con una perentorietà che se fosse applicata anche in altri contesti della vita di questo Paese, sui fronti/temi che contano nella vita degli italiani, forse qualche risultato concreto e serio lo potrebbero anche vantare...
Un altro pensiero, sempre politicamente parlando, riguarda lo "stato avanzamento lavori", gergalmente detto: perchè sulla stessa tratta Torino-Lione, i francesi si trovano oggi ad aver realizzato già alcuni km di tunnel e noi italiani stiamo partendo oggi con i cantieri esplorativi? Tutta colpa solamente dei comitati del "no-TAV"? O forse chi avrebbe dovuto ridestinare i fondi stanziati dall'UE ha fatto altro? O forse si è voluto tenere sopito uno scontro duro già da anni per non alimentare l'avversità alla compagine di governo? ... Tutte domande che resteranno inevase, ahinoi.

Infine, sul piano del merito progettuale, vorrei dire la mia.
Premetto di non conoscere a fondo la materia o, comunque, di non averla seguita approfonditamente in questi anni. Però con le informazioni che ho credo di poter esprimere un giudizio a riguardo.
Innanzitutto, stiamo parlando di un progetto di "impianto europeo" che, dunque, ha una prospettiva certamente più ampia del nostro solito orizzonte, che è tanto più patriotticamente italiano quando servirebbe non lo fosse. Il famoso "corridoio 5" che dovrebbe passare dalla Val Susa collega Lisbona a Kiev: già l'indicazione delle due località dà un senso alla funzionalità di questo progetto. Per questo, dicevo, noi italiani sbagliamo troppo spesso il momento o il tema del patriottismo: non ha nessun senso chiuderci in noi stessi su un tema come questo, su un programma infrastrutturale di questa portata. Non possiamo guardare al futuro senza aprirci all'Europa e ai suoi mercati: la non realizzazione del passante Torino-Lione penalizzerebbe il nostro Paese rispetto ad un piano di sviluppo come questo. È inevitabile.
Inoltre, ancor più ora che col referendum vinto alle spalle il Paese ha svoltato verso le rinnovabili (almeno questo dovrebbe essere un senso di quel voto), per quale motivo osteggiare un progetto di linea ferroviaria, con tutto ciò che essa comporta? O meglio: è innegabile che uno sviluppo dei traffici merci su sistemi viarii diversi da quello tradizionale sarebbe un notevole  beneficio a qualunque livello per l'economia intera. Dunque, una volta che esistono e prendono piede progetti di sistemi di merci e persone su rotaia (come potrebbe essere su via fluvio-marittima o su via aerea) perchè porre i bastoni tra le ruote, peraltro adducendo motivazioni di "impatto ambientale"? Non mi è chiaro, sinceramente.
Insomma, per questi e altri minori motivi, personalmente sono favorevole al progetto TAV: è un passo in più verso la piena e compiuta realizzazione dell'Unione Europea, anche e soprattutto sul piano dei mercati.

Pubblicato il 5/7/2011 alle 7.22 nella rubrica diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web