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Ad meliora

Le notizie di questa prima settimana dell'anno nuovo non danno certo adito a buone speranza per i prossimi mesi. Che si tratti di cronaca, di politica o di economia, sono pochissime le note confortanti fin qui emerse dalla mezzanotte dello scorso sabato (se ci eccettuano, ovviamente, quelle personali di ciascuno, come nel mio caso).
Allora, che Italia sarà quella del 2012?

Quella dei furbetti di Cortina? Mi auguro francamente di no! Ne abbiamo abbastanza di luridi parassiti che vivono e campano nell'ombra dell'illegalità economica e finanziaria. 
Quella degli omicidi di Roma e Vimercate o del suicidio di Torino? Ovviamente anche qui è auspicabile che non lo sia, e non serve spiegare perché.
Quella di Equitalia che per il mancato pagamento di 1€ per spese accessorie ad una multa chiede la restituzione di oltre 200€? Che vergogna! Nell'Italia del 2012 di tutto ci sarà bisogno fuorché degli strozzini di Stato. - Per carità, non sono qua a dare giustificazione alcuna alle violenze e minacce contro Equitalia che si susseguono da mesi, ma ci sarebbe di che riflettere ... Chi ha orecchi per intendere, intenda.

L'Italia che mi piacerebbe vivere nel 2012 non dovrebbe essere nemmeno quella di una politica autoreferenziale e apparentemente accampata sulle proprie "rendite di posizione". Perché quella è sì la nostra classe dirigente e, di riffa o di raffa - ci piaccia o no, ce la siamo scelti noi (so bene che quel Parlamento è stato nominato col Porcellum, ma ricordiamoci tutti quanti che se la raccolta firme antiPorcellum la si fosse fatta 1 giorno dopo la sua approvazione, non saremmo in queste condizioni parlamentari). E, tornando all'idea che ce li siamo scelti, appare indiscutibile anche che "ogni popolo ha il governo che si merita": cioè, sono esattamente lo specchio del nostro Paese. Sono immagine dell'evasione fiscale di Cortina (molti parlamentari hanno attaccato il blitz dei finanzieri, così lo ha indecentemente e vergognosamente fatto il Sindaco stesso di Cortina - sarebbe meglio si dimettesse!), come sono l'immagine delle corporazioni di farmacisti/tassisti/... (la mancata inclusione delle liberalizzazioni nella Manovra Monti è certamente colpa dei parlamentari che non l'avrebbero fatte passare).
Quel che più amareggia in questo contesto è soprattutto la riluttanza della classe dirigente ad ammettere la propria condizione di privilegiati, la indisponibilità al Servizio e al sacrificio che ciò comporta. Un sacrificio che "recta ac honesta" dovrebbero sentire come un dovere sempre e soprattutto in un tempo di crisi come quello attuale: la rabbia che monta in noi cittadini nasce proprio dalla incomprensione di questa loro incapacità di stringere seriamente i "cordoni della borsa" da cui escono le loro indennità di servizio.

L'Italia che vorrei per il 2012 è, in sostanza, un Paese pienamente consapevole delle proprie condizioni generali e, proprio per questo, disposto ad accettare di dover fare uno sforzo comune per il Bene di tutti e della Nazione. Un'Italia in cui chi vive in una "posizione di rendita" lo ammettesse e si facesse latore di un contributo maggiore di quello che tanti altri (troppi, direi) fanno, loro malgrado, pur nella difficoltà economica. L'equità non risiede nel pagare tutti lo stesso, ma nel mettersi a servizio della comunità ognuno per quel che può: chi ha di più deve dare di più, come hanno ripetuto più voci politiche in queste settimane: dunque, notai, farmacisti, avvocati, dirigenti d'impresa o di Enti pubblici dimostrino la loro filantropia, a discapito del loro becero egoismo, elargendo generosamente il dovuto perché il Paese rinasca dalle proprie ceneri.

In questo senso, dunque, ritengo che, ancora una volta, sia dirimente il discorso di fine anno del Presidente Napolitano. Cui associo personalissime speranze sul lavoro del Governo per un'effettiva rinascita del Paese. Dunque, fiducioso che ulteriori passi avanti vengano fatti da chi ne ha facoltà e onere, continuo a nutrire la convinzione che spetti a noi cittadini imprimere la vera svolta del Paese: non è facile se le condizioni al contorno sono quelle esposte sopra, lo so, ma so anche che a discapito di quel contesto noi italiani sappiamo essere molto meglio di chi ci rappresenta (parlo genericamente, ben consapevole che le generalizzazioni sono un errore di pensiero).
Buon anno Italia!

Pubblicato il 6/1/2012 alle 9.39 nella rubrica diario.

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