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Mani a posto

L'intervento del Presidente Monti ieri al Teatro Valli di Reggio Emilia ha ribadito, qualora ce ne fosse bisogno, l'alto senso di comunità e di responsabilità che lo stesso Senatore ha e mette al centro del suo operato.

(http://www.unita.it/italia/monti-italia-unita-e-piu-forte-stoccata-agli-evasori-1.369192)
Mi riferisco in particolare al passaggio in cui, non senza polemica e amara ironia, Monti ha ribadito che l'espressione di berlusconiano conio "mettere le mani nelle tasche degli italiani" è priva di un senso logico, almeno nell'accezione con cui il centrodestra governante l'ha sempre usata. Infatti, ha precisato il Premier, "le mani nelle tasche degli italiani sono quelle degli evasori (e le tasche, dunque, quelle degli italiani che pagano le tasse) e di quanti si trovano a godere di rendite di posizione, con tutti i privilegi del caso".
Come dargli torto?
L'espressione spesso usata dal suo predecessore ha sempre avuto l'intenzione di mettere in cattiva luce sia lo Stato tassante che i concittadini paganti. Niente di più sbagliato e dissonante dal principio della sussidiarietà, in virtù del quale la corretta e totale contribuzione dei cittadini mediante, appunto, la tassazione garantisce ai cittadini stessi l'accesso ai Servizi che lo Stato può e deve offrire. 
Rispetto a quanto appena detto, mi torna alla mente un intervento del Ministro delle Finanze del governo Prodi II, Padoa Schioppa: intervistato da Lucia Annunziata, il compianto economista asseriva che "le tasse? sono bellissime!" (http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/economia/conti-pubblici-53/padoa-annunziata/padoa-annunziata.html). Ora, forse il superlativo assoluto è un po' esagerato, ma certamente il principio che ne governa la logica è tra i più alti tra i fondamentali di civiltà e di comunità.
Dunque, tornando all'intervento al Valli, trovo che siano state parole confortanti quelle di un Primo Ministro che richiama il senso di responsabilità che si associa all'obbligo morale della contribuzione. Oserei dire che siano state parole incoraggianti. Soprattutto perché tutto l'intervento di Monti, costellato peraltro da numerosi e significativi richiami storici al Risorgimento e alla Storia Patria, si è incentrato sul passaggio che ho richiamato e su un altro punto conseguente: che la lotta all'evasione è saldamente e convintamente in cima alla lista di priorità di questo Governo. Anche questo è un passaggio confortante, dal mio punto di vista: se è confortante che il Primo Ministro in carica richiami il senso di responsabilità e, dunque, il principio di sussidiarietà nella contribuzione collettiva, non da meno può essere la sua determinazione nello scovare quanti vengono meno al loro dovere.

In chiusura, una nota puramente "politica" sugli interventi ascoltati ieri al Valli. I temi affrontati, particolarmente da Delrio ed Errani, erano di quelli che più scuotono e tormentano gli animi di quanti sono chiamati ad essere Amministratori locali in questa stagione politico-economica. Nel metterli al centro del loro intervento, credo abbiano da un lato adempiuto alla loro funzione di "organi intermedi" verso lo Stato e dall'altro dimostrato una lucidità e una competenza politica non comuni. Essendo il loro uditorio composto da un numero significativo di loro colleghi, così come di parlamentari, aver indirizzato al Presidente del Consiglio presente - e peraltro molto attento, come è nel suo stile - quegli appelli ed inviti a riformare la Pubblica Amministrazione in determinate direzioni è stato sicuramente un atto di alta responsabilità e di reale mediazione politica tra i vari livelli dello Stato. Credo, insomma, che il tono accorato e profondamente "vissuto" dei due abbia destato una particolare e ulteriore attenzione da parte del Presidente Monti che, quasi certamente, avrà ritenuto di dare seria attenzione ai due interventi che lo hanno preceduto.
Un'altra nota sulla giornata di ieri a Reggio. Le polemiche della Lega alle porte del Valli hanno, francamente, un che di ridicolo e insignificante: che a manifestare dissenso e a protestare sulla tassazione siano proprio loro che fino a 2 mesi le tasse le gestivano al governo, è qualcosa di ripugnante e privo di qualunque logica. Bene han fatto Bersani e Prodi a liquidarli come han fatto: http://video.repubblica.it/edizione/bologna/reggio-bersani-la-lega-non-si-permetta-di-contestare/85205?video=&ref=HRER1-1 ; http://video.repubblica.it/edizione/bologna/reggio-prodi-l-europa-ha-bisogno-dell-italia/85207/83596 .

Pubblicato il 8/1/2012 alle 9.1 nella rubrica diario.

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